“Germogliato nella seconda metà degli anni Settanta e affermatosi nel decennio successivo, l’AOR ha saputo fondere l’impatto dell’hard rock, la raffinatezza del West Coast sound, la dimensione radiofonica dell’FM rock e l’intensità emotiva del pop. Il risultato è un linguaggio musicale iconico e immediatamente riconoscibile, capace di definire una stagione intera del rock”.
(Salvatore Sciumè)
Salvatore Sciumè, laureato in Scienze Politiche e appassionato di storia, narrativa gialla, cinema e cultura degli anni Ottanta, ha nutrito sin da giovane un profondo interesse per la musica rock. Fin dai primi anni si è avvicinato all'ascolto di artisti come Bruce Springsteen, Dire Straits, Pink Floyd, The Doors e Led Zeppelin. Durante gli anni della sua formazione scolastica, ha sviluppato una particolare predilezione per le sonorità hard rock e heavy metal, due generi che hanno avuto un'influenza significativa sul suo percorso personale e professionale.
Tra il 2005 e il 2008 ha collaborato attivamente con le riviste Metallized e Rockline, ricoprendo per quest'ultima il ruolo di caporedattore delle sezioni dedicate a Hard Rock, AOR e Heavy Metal. La passione per la musica non lo ha mai abbandonato: continua a collezionare e ascoltare dischi, oltre a dedicarsi a numerosi progetti. Tra questi spicca anche la realizzazione del suo primo libro, frutto di questa intensa dedizione.
Questa storia di grandi passioni ci porta a More Than a Melody. Origini e Golden Age dell’AOR. L’amore di Salvatore per questo genere di musica in apparenza così lontano da noi e più vicino al “sogno americano” nasce da una canzone dei Boston che condivide una parte del titolo del libro: “More Than a Feeling” nasce dalla creatività di un ingegnere che decise di applicare la sua scienza alla musica e alla produzione innovativa di suoni, che dovevano essere “perfetti” per quello che lui voleva realizzare. A Tom Scholz occorsero ben cinque anni per portarlo a termine. Scholz scrisse il testo ispirandosi all'idea di perdere una persona cara e a come la musica possa rappresentare un legame prezioso con i ricordi del passato. Sebbene il testo non fosse collegato a un evento specifico della sua vita, vi è menzionato il nome di una persona reale: Marianne, cugina dello stesso Scholz, per la quale provò una cotta all'età di dieci anni. Il brano è uno dei sei pezzi (cinque dei quali inclusi nell'album Boston) che l'artista sviluppò nel seminterrato di casa sua tra il 1968 e il 1975, prima che la band firmasse il suo primo contratto discografico.
E quella malinconia in musica, unita a un inno così rock ma anche cantabile, è un po' la ricetta ideale dell’AOR, che ovviamente negli anni si è evoluta, trasformata e anche annullata in un mercato che ricercava altri ideali commerciali. Ma il miracolo della passione vuole che qualcuno di noi abbia continuato ad ascoltare quei suoni senza tempo e che ancora oggi trovano consensi e nuovi fan, alla faccia dei prodotti fatti per una sola stagione.
Il libro di Salvatore non è solo per gli esperti del settore: parte dalle basi e cerca di inquadrare questo “stile” nella sua epoca, analizzando le sue trasformazioni, i sottogeneri e affrontando cronologicamente i grandi capolavori di band come Boston, Foreigner, Journey, Toto e Survivor, ma andando anche a pescare lavori di culto e autori e band minori, per disegnare un quadro totale e che ci riporta a una marea incontaminata di perle da riascoltare o da riscoprire.
Ecco dunque l’età dell’oro americana, a cavallo tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, dove l’AOR dominava anche le classifiche di vendita dei dischi e spesso era utilizzato per le più grandi colonne sonore dei film di Hollywood, come per esempio la gloriosa saga di Rocky, e poi andando verso derivazioni meno “pop” e un declino lento ma inevitabile. Sciumè decide correttamente di concentrarsi sull’ America del Nord, senza però dimenticare i primi vagiti importanti che arrivano dal Regno Unito ma soprattutto dalla Svezia e da quei paesi nordici che produrranno grandi band nel genere, come gli immortali Europe.
La storia si ferma nel 1986 e potrebbe benissimo proseguire fino ai giorni nostri, ma auspichiamo che l’autore si impegni in futuro a realizzare una seconda parte di questo libro, così ben realizzato, strutturato e soprattutto ispirato. Una vera e propria summa di quanto serva sapere sull’AOR, ma anche con qualcosa in più. Si chiama Passione.
“Questo libro non nasce solo con intenti storici o discografici. Non vuole essere un semplice elenco di dischi o una cronologia degli eventi. Vuole piuttosto essere un viaggio nelle emozioni, nei suoni, nei dettagli e nelle atmosfere che hanno fatto battere il cuore a milioni di persone, allora come oggi. Uno sguardo che tiene conto di evoluzioni stilistiche, contesti culturali, contaminazioni tra le scene, ma senza mai perdere di vista l’essenza più autentica dell’AOR: la passione, il sogno, l’adrenalina, la voglia di evasione. Perché l’AOR è tutto questo. E merita di essere raccontato”.
(Salvatore Sciumè)
More than a feeling – Boston (Scholz)
Ho guardato fuori questa mattina
e il sole se n’era andato
ho messo su della musica
per iniziare la giornata
mi sono perso in una canzone che conoscevo
ho chiuso gli occhi e il tempo mi è volato
È più di una sensazione (più di una sensazione)
quando sento quella vecchia canzone
che suonavano anni fa (più di una sensazione)
inizio a sognare (più di una sensazione)
finché non vedo Marianne andare via
vedo Marianne andare via
Così tante persone sono passate
e se ne sono andate
le loro facce diventano sfuocate
col passare degli anni
ma ancora quando vago con la mente
mi tornano in mente
chiare come il sole nel cielo estivo
È più di una sensazione (più di una sensazione)
quando sento quella vecchia canzone
che suonavano anni fa (più di una sensazione)
inizio a sognare (più di una sensazione)
finché non vedo Marianne andare via
vedo Marianne andare via
Quando sono stanco
e i miei pensieri diventano negativi
mi rifugio nella mia musica
dimentico la giornata
e sogno una ragazza che conoscevo
ho chiuso gli occhi e se n’è andata
se n’è andata.

