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REVIEWSLE RECENSIONI
Nightmare of the West EP
Strike Anywhere
2020  (Pure Noise Records)
PUNK HARDCORE
7,5/10
all REVIEWS
20/08/2020
Strike Anywhere
Nightmare of the West EP
Incubi dell’ovest. Quali sono gli oscuri sogni che popolano l’occidente e lo tengono sveglio? Quali i mosti ancora da combattere? Dopo 11 anni gli Strike Anywhere tornano a denunciarli. Nulla è cambiato. O forse sì. Ma in meglio o in peggio?

Quando una band si porta addosso un nome che inneggia allo sciopero universale e al colpire ovunque, nel momento in cui fa un album che richiama, poeticamente ma con decisione, agli incubi dell’occidente, che voi conosciate o meno gli artisti, potete già starne certi: è un album politico.

Nel momento in cui aggiungete all’equazione che si sta parlando di punk hardcore, che parliamo di una band americana operativa dal 1999 e da sempre attiva su temi quali la brutalità della polizia, l'anticapitalismo, i diritti delle donne e degli animali, lo stile di vita vegano e la globalizzazione, la cornice entro cui leggere la loro musica diventa molto più chiara.

Non vi basta e volete l’ultima chicca per essere sicuri della tendenza anarco-sinistrorsa degli Strike Anywhere? Date un occhio al loro logo. Sono tre frecce parallele giusto? Ebbene, permettetemi una parentesi storica. Quel logo è un aperto richiamo al “Fronte di Ferro”, un'organizzazione paramilitare antinazista formata nella Repubblica di Weimar da socialdemocratici, sindacalisti e liberali, nel 1931 dal Partito Socialdemocratico. Il loro obiettivo era unire quante più persone possibile, scendere in strada e combattere i nazisti. Divennero talmente rivoluzionari da venire banditi pochi anni dopo. Le tre frecce del loro logo colpiscono al cuore monarchia, nazismo e comunismo. Oggi, invece, quelle tre frecce circoscritte da un cerchio continuano ad essere utilizzate come simbolo dell’antifascismo.

Non siete convinti? Nelle prime righe di questo articolo avete potuto leggere che la band non pubblica un album da 11 anni. Sapete come si chiamava il precedente? Iron Front (2009).

Arriviamo quindi al presente. Non siamo negli anni Trenta del Novecento, questo è certo, ma nemmeno questo 2020 si sta rivelando una passeggiata. La collezione di disgrazie sanitarie, ecologiche, climatiche, sociali, economiche e politiche di questi tempi potrebbe essere raccolta in diversi tomi da collezione o in un bel cofanetto di racconti o film distopici. Più di qualcosa non sta funzionando a questo mondo e, inutile sottolinearlo, molto dipende dalla politica e dalla società che lo popola.

Gli Strike Anywhere lo pensano di certo, perché sin dalla prima traccia dell’EP, “Documentary”, esprimono tutto il disprezzo, il disgusto e l’inarrestabile senso di perdita per ciò che la nostra società è diventata. Le ingiustizie da combattere e le battaglie da provare a vincere sono ancora moltissime e, talvolta, più si va avanti più ci si chiede quanto la situazione possa peggiorare. Siamo un “impero dello spreco”, sottomesso a logiche che continua a non avere il coraggio o la forza di cambiare, siamo un “guscio paranoico di cittadini conformi all'autorità e alle sue richieste di paura e guerra” (“Imperium of Waste”).

La riflessione sulla storia vive in “The Bells”, dove gli Strike Anywhere esplorano i fantasmi della loro città natale, Richmond, in Virginia, tra le vestigia della rivoluzione americana e i suoi simulacri, che in questi mesi stanno venendo abbattuti uno dopo l’altro, fino ad arrivare alla gentrificazione e alle divisioni di classe odierne. Il pensiero verso ciò che è stato perduto e la forza necessaria a guarire dalle ferite che ci lacerano si fa presente in “Opener”, una cover dei Blocko, la punk band di cui l’amico Marc "Mates" Maitland era batterista, prima che si togliesse la vita.

Nightmares of the West non è solo un EP di 21 minuti che continua a denunciare le ingiustizie di questo mondo, non stancandosi mai di arrabbiarsi e lottare per ciò che non funziona nella nostra società, anche dopo più di vent’anni di rodato punk, costantemente in equilibrio tra pathos e vetriolo, melodie e cori. È anche un modo, da parte di Thomas Barnett e soci, per ricordarci di non arrenderci e di non dimenticare mai che, nonostante tutto il disagio che può esistere, dobbiamo sempre trovare conforto nelle nostre amicizie e nella comunità che abbiamo vicino, perché è per loro che combattiamo.

È per ciò a cui tieni, per chi hai accanto e per tutta la forza che impieghi ogni giorno per essere una persona migliore e per rendere il mondo degno di essere vissuto che non devi mollare. Non sei da solo. E se il mondo non cambierà nonostante tutto non importa, cadrai avendoci provato, sapendo che per merito tuo qualcuno ha sperato, ha aperto gli occhi, ha sorriso e ha lottato.

Se sai qual è la strada giusta, non importa quanto ci impieghi o chi hai contro, vale sempre la pena percorrerla.


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