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REVIEWSLE RECENSIONI
31/07/2026
No Pressure
NP Style
I No Pressure di Parker Cannon (The Story So Far) proseguono il percorso intrapreso nel 2020 di riscoperta della forma più istintiva e spontanea del punk californiano. C'è qualcosa di profondamente liberatorio in NP Style: la sensazione che il punk possa ancora essere semplice, immediato e tremendamente divertente. In un'epoca di sovrastrutture, i No Pressure rispondono con riff, velocità e una quantità imbarazzante di singalong.

Quando nel 2020, durante la pausa forzata dovuta alla pandemia da Covid-19, fu annunciato il nuovo progetto di Parker Cannon, l’aspettativa era quella di trovarsi davanti all’ennesimo side project destinato a rimanere nell’ombra dei The Story So Far; invece, fin dalle prime note di “Doin’ Fine” (prima traccia dell’omonimo EP), fu subito chiaro che i No Pressure erano un’altra cosa: una riscoperta della forma più istintiva, spontanea e immediata del punk californiano che aveva ispirato i primi lavori dei The Story So Far.

Il nucleo dei No Pressure è formato dal chitarrista Pat Kennedy (Light Years) e dal batterista Harry Corrigan (Regulate), completano la formazione Mike Botti alla chitarra, AJ Hoenings (Drain) al basso e il già citato Cannon alla voce. Sono tutti musicisti provenienti da band che gravitano attorno alla scena hardcore-punk californiana, che favoriscono uno scostamento evidente rispetto agli ultimi lavori più riflessivi e introspettivi dei The Story So Far. Se Proper Dose del 2018 e I Want to Disappear del 2024 evolvono il suono dei The Story So Far, limando l’irruenza e l’urgenza del punk dei primi album, i No Pressure propongono un songwriting più immediato e accessibile, fortemente influenzato dal pop punk dei Blink-182 di Chesire Cat e Dude Ranch e dai Green Day di Dookie, e temi legati a relazioni, frustrazione, autoaffermazione, nostalgia e crescita.

 

A distanza di quattro anni dall’album di esordio No Pressure, nel luglio del 2026 i No Pressure pubblicano il loro secondo album NP Style, anticipato dalla coppia di singoli “Wearing Thin/ Good Enough” pubblicati ad ottobre 2025. Nessuna campagna promozionale, nessun videoclip, nessun pre-order di infinite limited edition, solo un post con la data del 24 luglio 2026 sul loro sito internet e poster affissi per le strade di Los Angeles, a rimarcare ancora una volta l’attitudine indipendente e old school dei No Pressure.

NP Style riprende esattamente da dove si era fermato l'esordio della band. L'accoppiata formata da “Good Enough” e “Wearing Thin” mettono subito in chiaro le intenzioni della band: da una parte l'urgenza del pop-punk più diretto e irresistibile, dall'altra una vena melodica più marcata che aggiunge profondità senza appesantire il disco. È però con la title track “NP Style” che la band si presenta nella sua forma più pura: 52 secondi che condensano tutto ciò che definisce lo "stile No Pressure" — velocità, melodia, spontaneità e attitudine hardcore. Non a caso, il brano suona come un vero e proprio manifesto, accompagnato da un testo che trasforma disillusione, cinismo e inquietudine nei confronti dell'età adulta in un'esplosione di energia catartica:

"We never fit into the plan

Yeah, we're just doin’ what we can"

 

L’album prosegue alternando momenti più squisitamente pop-punk come “Someone Like You”, che sembra uscita direttamente da Dookie, “Our Bond” e “Late Apology” dominate da melodie e ritornelli singalong, a momenti in cui la matrice hardcore skate-punk è più evidente come “Not for nothing”, “Caught up”, “Say what you mean” (già pubblicata nel 2023) e la conclusiva “Inside”, ancora una volta trascinata dalla batteria di Corrigan e dal basso di AJ Hoening. Sul piano lirico, Parker Cannon rimane fedele alla scrittura diretta che da sempre caratterizza i No Pressure: relazioni che si consumano, senso di frustrazione, disillusione e difficoltà nell'affrontare il passaggio all'età adulta vengono raccontati con un linguaggio semplice ma efficace, lontano dalle sfumature più introspettive dei recenti The Story So Far.

A livello musicale e compositivo i No Pressure, in continuità con i lavori precedenti, si affidano ad una formula apparentemente semplice, con le chitarre di Pat Kennedy e Mike Botti che si alternano tra riff serrati e aperture melodiche, mentre la sezione ritmica formata da AJ Hoenings e Harry Corrigan imprime al disco una spinta costante che non conosce vere pause. Questo permette di risaltare al meglio l’ottima performance vocale di Parker Cannon, vero tratto distintivo del progetto. La sua voce rimane immediatamente riconoscibile, ma in NP Style sembra trovare il contesto ideale per esprimersi al meglio: meno controllata rispetto ai recenti The Story So Far, più aggressiva, spontanea e perfettamente integrata con l'energia dei brani.

 

Prodotto da Jon Markson (Drug Church, Drain, The Story So Far), NP Style sfoggia un suono più ruvido e diretto rispetto all'esordio, esaltando l'anima hardcore della band senza rinunciare alle melodie e ai ritornelli che da sempre contraddistinguono la scrittura di Parker Cannon.

Con NP Style i No Pressure non reinventano nulla, e probabilmente non ne hanno mai avuto l'intenzione. Il loro secondo album è la dimostrazione che il punk può ancora essere essenziale, diretto e incredibilmente efficace senza bisogno di inseguire mode o sperimentazioni forzate. In poco più di venti minuti i No Pressure confezionano una raccolta di brani che cattura perfettamente lo spirito del progetto: velocità, spontaneità e amore incondizionato per il pop-punk. Se il debutto aveva trasformato una semplice side project band in una realtà credibile, NP Style ne conferma la solidità, candidandosi fin da subito tra le uscite punk più divertenti e coinvolgenti dell'anno.