Out Louder, doppio CD rilasciato nel 2007 con una parte in studio e una dal vivo, nasce a tutti gli effetti come prodotto cooperativistico, basato su composizioni di gruppo. Molti brani, ad esempio il cinematografico flamenco-funk “Tequila and Chocolate”, sembrano nati da spunti, idee e frammenti ritmici che poi hanno trovato forma definitiva e sono stati registrati. Il tutto a rinverdire una fruttuosa collaborazione iniziata qualche tempo prima con A Go Go e cementata con una serie di esibizioni live (compresa una memorabile serata a Orvieto per Umbria Jazz Winter). Attenzione, però: mentre il disco del 1998 veniva catalogato come progetto personale di John Scofield e conteneva esclusivamente sue creazioni, qui le cose cambiano, e in modo sostanziale.
L’inconfondibile rullata della batteria di Billy Martin in “Little Walter Rides Again” è infatti la sigla di apertura di uno tra gli album più sentiti, collaborativi ed entusiasmanti del nuovo secolo. Pubblicato nel 2006 (e riaggiornato l’anno successivo con in aggiunta un secondo dischetto live) a nome del celebre chitarrista dell’Ohio e dai suoi compari MMW, ovvero Medeski, Martin & Wood, rappresenta un incontro tra la cultura jazz-rock-blues da cui proviene Scofield, e l’avant groove psichedelico del quale sono depositari gli altri tre “ragazzacci”.
Il buon vecchio John è al solito generosissimo, anche se stavolta la sua pregiata Fender Telecaster non è al centro dell’azione. Ciò non rappresenta affatto un limite, al contrario rende l’interplay e i giochi di ruolo più ricchi e imprevedibili, con sorprese quali “In Case the World Changes Its Mind”, “Telegraph” e “Hanuman”, pregiati tasselli dalle sonorità luccicanti in un mosaico multicolore.
Timbri vintage e l’uso sapiente dell’organo Hammond, pilotato con maestria da John Medeski, disegnano inoltre paesaggi sonori lisergici, trampolini di lancio ideali per le improvvisazioni collettive. Così prendono corpo pezzi come “Miles Behind”, poco meno di tre minuti di musica ad alta temperatura, tributo al Davis esoterico e sciamanico del periodo di A Tribute to Jack Johnson e Live-Evil, con tanto di effetti wah-wah.
In “Down the Tube”, invece, unica traccia di lunga durata dell’opera (11:40), emerge il gusto per la spontaneità e il work in progress tanto caro a Scofield e Chris Wood. Oltre allo standard “Tootie Ma Is a Big Fine Thing”, sono due le sorprendenti riletture dell’album in studio: la lennoniana “Julia”, lirica ballad impreziosita da un eccellente guitar solo, e la sorniona “Legalize It”, manifesto antiproibizionista in chiave reggae scritto dall’affilata penna di Peter Tosh.
Nel disco live, che alterna canzoni vecchie (le riprese di “A Go Go”, “Deadzy”) e nuove, tra cui l’esecuzione dal vivo ampliata di due pezzi dal lavoro in studio (“Cachaca” e “What Now”) oltre alla spiritata “The Tube”, spicca una “Amazing Grace” da antologia, con un fantastico intermezzo church di Medeski.
In conclusione, Out Louder si rivela davvero un evergreen del genere e lascia un’impronta importante. A nove anni dal loro primo meeting del 1998, il trio più cool di New York e il chitarrista più hot del jazz contemporaneo fanno il bis, con risultati esaltanti. Imperdibile.
