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REVIEWSLE RECENSIONI
15/04/2026
Michael Monroe
Outerstellar
Dalla leggenda incompiuta degli Hanoi Rocks, è nata una carriera solista per un cantante di talento rock e innato come il tarantolato Michael Monroe, classe 1962 ma ancora oggi un campione della freschezza rotolante, riversata in una musica che rimane orgogliosamente analogica e senza tempo. Non fa eccezione questo Outerstellar, che spicca sul panorama sonoro attuale.
di Iputrap

Non serve presentare Michael Monroe, un autentico eroe del rock. Dopo un periodo di pausa discografica, torna finalmente a deliziare i suoi numerosi fan con un nuovo album. A quattro anni di distanza dal precedente I Live Too Fast to Die Young!, una produzione che ha ricevuto ottimi consensi, il carismatico cantante riapproda sulla scena musicale, fedele al suo inconfondibile stile di rock and roll autentico e senza compromessi. I suoi seguaci, spesso inclini a confrontare ogni nuova uscita con lo straordinario Not Fakin’ It del lontano 1989, devono però accettare che il tempo scorre e persino le leggende si evolvono; i paragoni rischiano di risultare inutili e anacronistici.

Il nuovo lavoro, Outerstellar, propone 12 tracce e offre circa tre quarti d'ora di musica intensa e vivace, in cui riecheggiano le radici di un rock hard, fervente e instancabile, arricchito dal sound peculiare che contraddistingue l'artista. Come da consuetudine, il disco è disponibile in vari formati, incluso il vinile colorato, pensato per soddisfare gli amanti del collezionismo e perfettamente in linea con il DNA creativo dell'iconico artista dalla folta chioma bionda. Michael Monroe incarna la spensieratezza senza superficialità, la sicurezza priva di arroganza, vivificando la pura gioia di vivere il rock ‘n’ roll come un’esperienza quasi mistica.

 

Un'autentica festa musicale, tra sacro e profano, che prende vita fin dall'inizio con “Rockin' Horse”, primo singolo accompagnato da un video molto divertente, e avvia la scaletta con un ritmo serrato e un’interpretazione vocale energica e dalla grande intensità. Il tutto arricchito da un ritornello adrenalinico, e da un breve ma appassionato assolo di chitarra: 2 minuti abbondanti di pura energia e sudore, nel più classico stile Monroe. Una partenza fulminante che si collega a “Shinola”, un brano che regala melodie avvolgenti e intarsi corali, intrisi di potenza ed eleganza, valorizzati da una chitarra vibrante che si impone con forza nel territorio del rock più abrasivo. In meno di tre minuti, riesce a diventare una vera fotografia sonora sospesa tra passato e presente.

A seguire, l'eccellente “Black Cadillac” si prende la scena, grazie a un riff intriso di atmosfere settantiane, che permea tutto il brano fino a richiamare le suggestioni del grande Alice Cooper. Sospeso tra sogno e realtà, il pezzo è attraversato da un assolo di chitarra straniante e magistrale, capace di catturare l'ascoltatore fino all’ultima nota. “When the Apocalypse Comes” guarda indietro nel tempo con melodie dilatate dal chiaro sapore vintage: la vocalità richiama quella del Dylan più cantautorale, mentre il sound, quasi acustico, trascina verso un mondo musicale intenso e nostalgico. “Painless”, invece, cambia registro con il suo tocco più soave. Il bridge risplende e dona al pezzo una qualità avvolgente. Non aspettatevi ritmi pesanti qui, sono i delicati cori a dominare, dando vita a un brano sognante e misterioso, capace di imprimersi nella memoria.

“Newtro Bombs” torna con una carica esplosiva, basata su un assalto sonoro che culmina in un ritornello roccioso e immediatamente coinvolgente. Con un vigoroso quattro quarti intriso di influenze punk, il brano mantiene viva l'energia anche quando l'intensità cala nella seconda metà. “Disconnected” pulsa nel segno del rock puro grazie a un basso vigoroso che guida l’intero andamento; il ritornello urlato e travolgente invoglia al movimento e al ballo senza freni. Sensazioni che si ripetono in “Precious”, dove l’armonica suonata da Monroe assume un afflato unico, quasi fosse una chitarra, aggiungendo una nota originale al brano.

 

Il viaggio musicale continua con “Pushin' Me Back”, un pezzo carico di cori intensi che esaltano il revival anni Settanta. Una perfetta sintesi tra fascino vintage e ispirazioni moderne che elevano in modo significativo il suono complessivo dell’album. “Glitter & Dust”, invece, fluttua in atmosfere che rievocano il Bowie più glam, mentre la voce unica dell'artista finlandese infonde vibrazioni alla memoria collettiva e la chitarra solista aggiunge sfumature taglienti ed emozionali. A seguire, “Rode to Ruin” si avvia sostenuta da un solido riff, accompagnato da un ritornello che rievoca i fasti di epoche lontane.

L'album si chiude con “One More Sunrise”, una suite monumentale di ben 7 minuti e 31 secondi. La traccia parte come una ballata malinconica per poi evolversi in un travolgente up-tempo dalle classiche melodie rock che sono così familiari a Michael e ai suoi antichi Hanoi Rocks. Le sei corde guidano il percorso verso un finale impreziosito da un sassofono ispirato, che aggiunge ulteriore profondità. Un convincente assolo insistito delle chitarre lascia spazio a un pianoforte che taglia il brano in due, aprendo nuove strade sonore. Il risultato è un esperimento audace che sembra trovare pieno successo grazie alla perfetta integrazione dei cori nella seconda metà del brano, i quali giocano un ruolo centrale nell’economia emozionale del pezzo.

In definitiva, nulla di nuovo sul fronte del rock più viscerale, ma ancora una volta Monroe ci abbraccia con una manciata di canzoni eccitanti e ricche di pathos e vita d’artista vissuta e totalizzante. Una dote che pochissimi musicisti possono vantare oggi. Musica vera e sempre più rara.