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REVIEWSLE RECENSIONI
Painted People
The Ritualists
2019  (Out Of Line)
POST-PUNK/NEW WAVE
7/10
all REVIEWS
06/08/2019
The Ritualists
Painted People
Un disco dal mood prevalentemente solare ed energico, ricco di ganci melodici di facile presa, che sfiora appena le atmosfere cupe della dark wave, prediligendo un linguaggio meno ostico e più fruibile

A cavallo dell’onda lunga del movimento new wave e post punk revival, arrivano da New York i Revivalists, con il loro album d’esordio Painted People, un disco che amalgama diversi elementi in un patchwork musicale decisamente intrigante.

Sono tante le influenze esplicitamente dichiarate dal gruppo, a partire da mostri sacri come David Bowie, T-Rex, Velvet Underground, Roxy Music, Duran Duran, e più o meno tutte si colgono nelle dieci canzoni che compongono la scaletta di questo brillante primo album. Nella musica della band newyorkese, infatti, convivono elementi pop, new wave, art rock, un tocco di glam e uno di psichedelia, il tutto riletto con un bel piglio modernista e un mood appassionato.

Sopra un impasto, a volte un po' pesante, di tastieroni anni ’80 (Rattles) e grintose chitarre (True Dictator), emergono soprattutto splendide linee di basso (da godersi soprattutto in cuffia) e la voce del leader, Christian Dryden, cantante molto impostato, ma dal timbro duttile, e che si trova a proprio agio sia nei momenti più morbidi e sognanti che nei passaggi più grintosi.

Un disco dal mood prevalentemente solare ed energico, ricco di ganci melodici di facile presa (talvolta vien da pensare ai Killers di Hot Fuss), che sfiora appena le atmosfere cupe della dark wave, prediligendo un linguaggio meno ostico e più fruibile.

Poco male, perché comunque ci sono gran belle canzoni, a partire dal singolo Ice Flower, sorretto da una potentissima linea di basso. Da segnalare come highlights del disco anche i toni psichedelici di Sunset, ballata che si gonfia in una bella coda strumentale, e le ritmiche dance e il giro di chitarra della tesa e vibrante Over The Lie (gli Interpol stanno dietro l’angolo), decisamente la migliore del lotto.

Un esordio centrato, che palesa idee chiare e uno stile personale, e che, a cercare il pelo nell’uovo, guadagnerebbe più forza con arrangiamenti più equilibrati e asciutti (a volte la carne al fuoco è davvero troppa). Comunque sia, promossi a pieni voti.


TAGS: new wave | paintedpeople | postpunk | recensione | review | theritualists