Cerca

logo
TRACKSSOUNDIAMOLE ANCORA
18/05/2026
New Order
Perfect Kiss
Un brano iconico, uno dei vertici compositivi dei New Order, la cui musica si allontana sempre più dalla precedente incarnazione curtisiana.

Dopo la tragica scomparsa di Ian Curtis, i Joy Division si sciolsero e i New Order risorsero dalla cenere, come la leggendaria fenice. Una reazione di pancia, una scelta istintiva: andare avanti per omaggiare la memoria dell’amico Ian Curtis, andare avanti per sparigliare le carte di un destino malevolo, continuare, nonostante tutto, cercando nella musica un lenimento, una pozione salvifica per lasciarsi alle spalle il dolore di una tragedia immane.

Pur mantenendo inizialmente un'impronta musicale molto aderente allo stile della precedente formazione, d'altra parte per tre quarti uguale alla nuova (rielaborarono anche alcune canzoni scritte da Curtis prima di morire), i New Order svilupparono presto un loro sound distintivo, affrancandosi dall'immaginario post punk e new wave, per approdare a un suono più elettronico, dance e pop.

Non aveva senso continuare come Joy Division, il male di vivere e la disperata visione del leader erano morte con lui. I New Order sarebbero stati la band della luce come i Joy Division lo erano stati del crepuscolo, alla notte curtisiana contrapponevano il giorno, al buio, i colori e la luce.

 

Anche se all’inizio, come accennato, il loro sound ancora molto legato allo stile dark e melancolico che caratterizzava la loro precedente incarnazione, quando, nel 1985, pubblicarono l'album Low-Life, era chiaro che i New Order avevano pienamente rifinito la loro arte, con un sound techno-pop e ritmi synth che li rese una delle band più influenti e acclamate del decennio.

"The Perfect Kiss" è il primo singolo estratto dall'album, un brano fondamentale nella storia del gruppo, che rilancia e rinnova la struttura di "Blue Monday" (la loro signature song pubblicata nel 1983) verso dimensioni ancora più epiche e sofisticate.

I New Order scrissero, registrarono e mixarono il brano rapidamente, realizzandolo senza intoppi prima di partire per un tour australiano.

I temi gemelli dell'amore e della morte riecheggiano nel nucleo del brano. In tal senso, il verso "We believe in a land of love" rivela un desiderio di pacificazione e armonia, mentre "the perfect kiss is the kiss of death" allude alla nostra inesorabile mortalità.

 

“Facendo finta di non vedere la sua pistola

Ho detto: "Usciamo e divertiamoci un po''

 

Questi versi si riferiscono a un episodio accaduto durante una visita occasionale della band a casa di un uomo conosciuto negli Stati Uniti. L’idea era quella di rinfrescarsi e cambiarsi prima di uscire a fare serata per locali, ma l’uomo tirò fuori da sotto il letto il suo arsenale di armi da fuoco, terrorizzando non poco i quattro musicisti, che volevano solo andare a divertirsi.

Il fantasma di Ian Curtis, continua, inevitabilmente a materializzarsi, è difficile tenere nascosta la sua pesante eredità. 

 

Hai buttato via la tua unica possibilità di essere qui oggi

Poi scoppia una rissa nella tua strada

Perdi un altro cuore spezzato in una terra di carne

Amico mio, ha esalato l'ultimo respiro” 

 

Queste liriche drammatiche fanno probabilmente riferimento alla relazione di Ian Curtis con la giornalista belga Annik Honoré, la liaison che distrusse definitivamente il suo rapporto con la moglie, Deborah Woodruff. Curtis era apparentemente consumato dal senso di colpa a causa di questo amore galeotto, e questo potrebbe aver contribuito al suo suicidio.

Il complesso arrangiamento del brano include diversi effetti sonori. Ad esempio, il bridge è adornato da rane che gracidano placidamente. una scelta voluta per omaggiare la fiaba senza tempo, in cui una principessa bacia un ranocchio e questi si trasforma in un bel principe: ecco il "bacio perfetto". 

Il video che accompagna la canzone si deve al regista americano Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti, Philadelphia), mentre Henri Alekan, il cameraman di Jean Cocteau, si è occupato della fotografia.

Il clip, che mostra la band suonare il brano dall'inizio alla fine nella sala prove, venne filmato in un ex showroom a Salford, dove un tempo si riparavano cucine a gas. Un posto malsano, illuminato da nove lucernari, che Demme, però, fece togliere per per avere più luce sul set. Una scelta che fece la felicità della feccia di Salford, che durante i giorni della lavorazione, si intrufolarono nello showroom, rubando tutto quello che si poteva rubare. I lucernari vennero quindi chiusi con del cemento, e la band, durante le registrazioni, non vide più la luce del giorno.