Non ha bisogno di tante presentazioni Mick Harvey, pluridecennale polistrumentista con Nick Cave, prima coi i Birthday Party e poi con i Bad Seeds. Successivamente a quel periodo tanto altro, attraverso produzioni, partecipazioni, soundtrack e… Amanda Acevedo, che dal 2023 collabora discograficamente con Mick.
Chi è e cosa fa nella vita Amanda? Non è la classica domanda di Vulvia nel cult Rieducational Channel di Corrado Guzzanti, ma una domanda lecita, visto che il suo partner musicale ha diversi anni più di lei e un curriculum di assoluto prestigio. Amanda è prima di tutto una filmaker in fieri e cantante messicana, nata in una famiglia di musicisti, da tempo frequenta il network che ruota intorno a Mick Harvey. E’ in Messico, nel 2017, durante una data di PJ Harvey, che Amanda conosce Mick, per un sodalizio a distanza che nel tempo è maturato fino a quest'ultimo lavoro, il più completo ad oggi sotto il profilo della produzione originale: sette brani su dieci.
Amanda sembra essere consapevole della chance che ha avuto nell’aver incrociato una icona della musica rock e in alcune interviste dichiara apertamente la sua gratitudine. E’ uno dei rari casi di Musa al maschile che accoglie una giovane aspirante artista sotto la sua ala, per farle spiccare il volo. Non prima di averla “testata” con l’esecuzione di qualche brano live prima della pubblicazione del loro album Phantasmagoria in Blue.
La pandemia del 2020 rallentò tutto il progetto dei due, che ebbero però il tempo di scambiare idee, emozioni, progetti e quant’altro per poi passare alla fase realizzativa. Certamente Harvey starà beneficiando di tutta la freschezza di una giovane che oltre a cantare partecipa alla composizione dei testi, alla co-produzione musicale, la direzione creativa, graphic designer per le copertine, music video director/editor e qualche volta suona le tastiere, all’occorrenza.
Quello che colpisce di Amanda è l’assoluta umiltà nel raccontare pubblicamente, senza altezzosità, la grande occasione che le è capitata, con progressiva consegna di responsabilità da parte di “papà” Harvey con l’attuale terzo album, dove di fatto si capirà se il progetto avrà un qualche futuro o meno. Nel mentre, i due sono ad ottobre e novembre in tournée aprendo i live europei dei Mercury Rev e con qualche data in duo solo, in club adatti ad accogliere una proposta musicale di questo tipo.
Alla base di Psychedelia in White c’è una grande intensità di feeling creativo maturata dopo quasi dieci anni di lavoro “sottotraccia”, una bella sintonia emotiva che ricorda nei duetti vocali, un prezioso album di Isobel Campbell (i primi Belle & Sebastian) e Mark Lanegan, Ballad of the Brocken Seas del 2006. Tra i due all’epoca forse c’era qualcosa di tenero, o almeno giocavano con il possibile equivoco, a partire dalla copertina con una Isobel ritratta mentre si riassettava i capelli davanti allo specchio. Sullo sfondo riflesso, un Lanegan un po’ sfatto sul letto (di motel?). A ognuno libera interpretazione.
Psychedelia in White è un album con una matrice di arrangiamenti ad archi, che sposa molto bene il lirismo dei testi. Non troviamo una psichedelia sonora come potremmo essere abituati, nei canoni più convenzionali: la trama “lisergica” sembra affidata ai testi, senza dubbio visionari ma anche struggevolmente romantici in ballate che toccano sentimenti più tristi, come nel caso di "Bride of the Sea". Dopo alcuni ascolti dell’LP e nell’ultima track omonima si può trovare il significato del titolo dell’album: in white potrebbe significare una psichedelia “positiva” e luminosa, eterea e svincolata da troppe sovrastrutture che a volte appesantiscono il tutto. Un mondo personale abitato da unicorni colorati, white rabbit (come non ripensare ai leggendari Jefferson Airplain), amore amore e ancora amore come rifugio in un mondo particolarmente complesso ed insano per la psiche. Perciò ognuno trova, o tenta di trovare, il suo Eden, il suo Yellow Submarine, attraverso percorsi personali, più privati che collettivi, in risposta alle tenebre che tentano il colpaccio.
La copertina dell’LP è disegnata da Amanda Acevedo, così come le clip su Youtube sono dirette, filmate e montate da lei stessa. Mixaggio dell’album di Alain Joannes, un top producer nonché militante, come bassista o come pruduttore esecutivo, con leggende del rock come Queens of the Stone Age, Flea, Chris Cornell, Pearl Jam, PJ Harvey, John Paul Jones, e molti altri. Lui si auto definisce: “la lista dei musicisti con cui ha collaborato è una sorta di enciclopedia del rock moderno”. Ineccepibile. E’ attualmente in tour con la sua band, anche in Italia e in città europee.
Queste le tracce dell’LP:
The Elephants
La traccia d’esordio è affidata alla voce di Amanda, testo intrigante pieno di riferimenti simbolici. L’andamento tranquillo e quasi esotico del brano lo rende forse un po’ monotono per aprire un nuovo album, scelta curiosa.
Dream of Serpents
Versione in inglese del brano di Silvio Rodriguez “Sueno con serpientes”, un grande classico suonato e cantato anche da Chico Buarque con l’autore, interpretato da Mercedes Sosa e da tanti altri artisti. Stavolta la voce solista è di Harvey, altro testo visionario con forti riferimenti simbolici: come in continuità con il brano precedente, scorre via placido senza troppi sussulti.
Perfect Storm
Il livello della tensione si alza e le sonorità acquistano una forma più vicina a raccontare la forza di una tempesta e degli elementi della natura. Uno dei brani migliori.
Song for Aurora
Il miglior brano dell’LP è un omaggio a Marc Bolan con tanti riferimenti ai T. Rex, trascina con emozione verso un’epoca che vorremmo tutti vivere o rivivere, multicolor e poetica. Il video, realizzato in toto da Amanda, è delizioso. Lo trovate in coda all'articolo.
Medusa’s Moan
Mitologia e folclore rivisitati con originalità, terzo brano di fila di grande livello, giocato molto bene con voci che si inseguono e si intrecciano, proprio come i serpenti della Medusa.
The Greatest Delight
Brano pregno di romanticismo, sparisce un po’ lo spirito della parte centrale, quella più “berlinese”, ma appaiono spiriti di altra natura, ambientazione mistery fantasy dal sapore sudamericano, alla “dia de los muertos” messicano, un brano che però alla fine non graffia.
Slow-Motion-Movie-Star
Brano scritto da PJ Harvey per uno degli LP solisti di Mick Harvey, in questa versione riarrangiata è a due voci. Forse è meglio l’originale, più nelle corde dell’autrice (PJ H.) che nella versione adattata a due voci.
Bride of the Sea
Trasposizione in inglese di un brano di José Maria Cano ("Mecano"), ben riuscito nella struggente storia d’amore e ben trasposta nella versione a due. Piacevole sorpresa.
Atlantis
Canzone eterea quasi parlata, con un bel testo, una atmosfera sognante ed estraniante.
Psychedelia in White
Il manifesto dell’intero lavoro, un bel congedo dagli ascoltatori, la ricetta di vita del duo: un universo immaginario popolato di colori, arcobaleni, unicorni, insomma un trip colorato pieno di amore universale, una dimensione in cui molti sentono l’esigenza, per uscire ogni tanto dal buio.
