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19/10/2026
Fake Names
Punk Ruins
I Fake Names, superband con i membri di Bad Religion, Refused, Rocket From The Crypt, Girls Against Boys e The Faith, pubblicano il nuovo album, Punk Ruins, il 23/10 per Epitaph, via SpinGo. Unione tra il post-hardcore di Washington D.C. e il power-pop moderno. Saranno per la prima volta in Italia il 01/02/2027 al Legend di Milano.
di La Redazione

"I FAKE NAMES seguono la loro strada a modo loro e lo fanno alla grande. Nessuno ha mai detto che la rivoluzione dovesse essere noiosa” (Distorted Sound Magazine)

 

I Fake Names, pilastri della scena punk, tornano con il loro terzo album in studio, Punk Ruins, in uscita il 23 ottobre. Si tratta del loro primo lavoro dopo tre anni di silenzio. Punk Ruins vede la partecipazione dei chitarristi Brian Baker (Minor Threat, Dag Nasty, Bad Religion) e Michael Hampton (S.O.A., Embrace, The Faith), il cantante Dennis Lyxzén (Refused, INVSN), il bassista Johnny Temple (Girls Against Boys, Soulside) e il nuovo batterista Mario Rubalcaba (Rocket From The Crypt, OFF!), che fondono con naturalezza il post-hardcore di Washington D.C. con il power-pop moderno.

In tutto l’album, Punk Ruins analizza la manipolazione politica e la nevrosi sociale della vita moderna, senza mai rinunciare alla salvezza offerta dal punk.

 

Registrato presso il leggendario studio Electrical Audio di Chicago e realizzato in collaborazione con il produttore Matthew Barnhardy (Superchunk, Bob Mould), Punk Ruins trascende i generi come fusione definitiva di furia e divertimento. «Abbiamo registrato dodici brani in cinque giorni, e sono tutti presenti nell’album», spiega Baker, aggiungendo che Lyxzén ha registrato le sue parti vocali in un solo giorno. «Uno dei vantaggi del lavorare tutti da casa è che c’è tutto il tempo per capire cosa si vuole fare», dice Baker quando gli viene chiesto come la band sia riuscita a creare un album così completo nel tempo che altri loro progetti hanno dedicato esclusivamente alla pre-produzione. «So già come sarà l’assolo di chitarra perché l’ho già registrato a casa e l’ho mandato a Michael per qualche ritocco», aggiunge. «Non è così difficile come si pensa».

«Questo album è un’espressione collettiva e gran parte del divertimento sta proprio nel vedere come diavolo verrà fuori», racconta Baker, aggiungendo che la maestria musicale degli altri musicisti ha contribuito a elevare le idee iniziali sue e di Hampton a qualcosa che va ben oltre ciò che si aspettavano. Brani come “Diamond Buzz” offrono un groove ipnotico, mentre la title track mette in mostra l’innegabile sound hardcore di Washington D.C. della band, con Lyxzén che urla a squarciagola, esaltando i ritornelli già taglienti come lame di rasoio.

 

I Fake Names sono una “società di reciproca ammirazione”, secondo Baker, che fonde il punk britannico degli anni ’70 con l’energia dell’hardcore classico e un power-pop dinamico guidato dalla chitarra. La band ha pubblicato il proprio album di debutto omonimo, di impronta rock classica, nel 2020, seguito nel 2023 da Expendables, prodotto da Adam “Atom” Greenspan (IDLES, Yeah Yeah Yeahs), che ha guidato il gruppo verso un suono più pulito e ricco dal punto di vista sonoro.

Il singolo “Until It’s Normal” è pezzo di apertura dell’album, caratterizzato da un sound chitarristico, che esprime la frustrazione nei confronti di chi crede nella propaganda fascista odierna.



 

Tracklist

1. Until It’s Normal
2. Good Old Days
3. Punk Ruins
4. Cover The Distance
5. What I Tell Myself
6. Diamond Buzz
7. Language Lost
8. Beautiful Scars
9. If You Could See Me Today
10. The Little Wonders
11. Scream
12. Paradise