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MAKING MOVIESAL CINEMA
22/09/2017
Julia Ducournau
Raw
Cannibalismo, sangue a fiotti, carne cruda e viva.

Cannibalismo, sangue a fiotti, carne cruda e viva.
E pensi al solito film splatter, che punta al terrore e all’orrore facile.
Ma siamo in Francia, e i francesi sanno rendere anche tutto questo, molto, molto chic.
E quindi, seguiamo Justine nel suo primo giorno di università, indirizzo veterinaria, lo stesso della famiglia in cui tutti  sono vegetariani.
Pure la sorella più grande studia lì, la classica sorella scapestrata, irruente e rivoluzionaria, l'opposto di Justine, timida e studiosa, sulle sue.
Come da tradizione, però, neanche fossimo in America, ci sono prove che le matricole devono superare e affrontare, c'è del nonnismo a cui sottostare, e così Justine si ritrova ricoperta di sangue, si trova costretta a mangiare della carne avariata, lei, vegetariana riluttante.
Ed è qui che qualcosa scatta, con il gusto della carne che la cambia e cambia la sua natura, fino al limite, fino a provare voracità anche verso quel coinquilino gay, verso carne non certo in vendita che si ritrova a sgranocchiare.
Non è l'unica, però, ed è questo il problema.
Ora, messo nelle mani degli americani, che quanto a tradizioni universitarie sono imbattibili, tutto questo diventerebbe l'ennesimo “horrorino” teen, che gioca facile con atmosfere spaventose e raccapriccianti.
Ma ripeto, siamo in Francia, e così l'iniziazione di Justine è chic, è accompagnata da quella musica francese che anche quando volgarissima (vedi il rap di Plus Putes que toutes les Putes, un titolo, un programma) ha un allure in più; l'atmosfera più che horror, è tesa, è incalzante, e la situazione degenera senza mai essere sopra le righe.
Sì, effetto creepy ce n'è, c'è del disagio in Justine, nella sua magrezza, nella sua fame, che si fa anche sessuale, c'è del disgusto che davanti a carne e sangue emerge spontaneo, crudo come viene mostrato.

Il finale, assurdo e quasi divertente, illumina un po' le cose, e cambia il registro, per un film cannibale, sì, ma “elegante”, e ancorato alla realtà.