Cerca

logo
REVIEWSLE RECENSIONI
02/06/2026
Chez Kane
Reckless
Giunta alla terza prova in studio, Chez Kane regala ai fan dell'hard rock melodico anni '80 un disco retrò e divertentissimo.

Impossibile raccontare questo disco senza partire prima dalla copertina, che ritrae la nostra Chez Kane in una posa oltre modo sexy. Figlia di un’estetica glamour, un po’ lasciva e molto ammiccante, che andava di moda durante gli spensierati anni ’80, quella foto, deliberatamente provocatoria, evoca in realtà tutto un immaginario musicale di un certo rock, che in quel decennio veicolava canzoni attraverso clip in cui dominava una sfrontata sensualità cotonata, sia maschile che femminile.

In tal senso, questo Reckless, terzo album in studio di Chez Kane (progetto solista di una delle tre sorelle della band gallese Kane’d, il cui fondatore è Danny Rexon, frontman dei Crazy Lixx) è figlio di quel decennio, tanto da dimostrare quarant’anni suonati, anche se all’anagrafe risulta nato il 27 marzo 2026. Sono, però, quarant’anni portati benissimo, grazie un brillante tono muscolare e a una freschezza interpretativa che spazza via ogni residuo di ruggine da una canovaccio ovviamente prevedibile ma ricco di vitalità.

Chez Kane possiede una bella voce smorfiosa, dal timbro grintoso e duttile, che ben si adatta a questo rock melodico e acchiappone, che evoca con malizia grandi interpreti eighties quali Europe, Bon Jovi, Pat Benatar, Skid Row e via dicendo.

Tutto già risaputo ma riletto con una sfrontatezza che non può lasciare indifferenti: riff di chitarra trascinanti, arrangiamenti gonfi di synth, qualche assolo di sax (strumento glorioso del decennio) e un filotto di ritornelli killer che fanno breccia fin dal primo ascolto.

 

Apre la title track, una vera e propria bomba che palesa tutte le qualità della ragazza: batteria pestata, interplay fra riff di tastiera e chitarra, il colpo di genio dei cori che partono prima del cantato, un ritornello che non fa prigionieri (Bon Jovi docet) e un divertito assolo di sax nel finale di canzone.

"Personal Rock’n’roll" parte con un ruvido riff di chitarra alla Skid row, ma poi il brano si gonfia di tastiere, mettendo in luce il suo tiro smaccatamente melodico. Dopo due canzoni, il mood e gli intenti sono chiarissimi, per cui, se questo suono retrò e il florilegio di cori e coretti vi ha già stufato, mollate il colpo. Per chi, invece, come il sottoscritto, si sta divertendo tantissimo, l’ascolto riserva ulteriori momenti di godimento sopraffino.

"Love Tornado" galoppa grazie un tiro energico pazzesco, "Night Of Passion" traveste di rock una canzone che ai tempi avrebbe riempito il dancefloor, "Strip Me Down" vola velocissima in un immaginario già frequentato dagli Europe e "Too Dangerous" crea attesa con le sue chitarre lancia in resta per un ritornello che più innodico è difficile.

 

Pur con tutti i limiti di una proposta musicale derivativa, Reckless è uno di quei dischi che, se vi appassiona il genere, farete davvero fatica a togliere dallo stereo. Le canzoni sono energiche e sbarazzine, gli arrangiamenti funzionali alla proposta, pompati ma senza essere magniloquenti, e Chez Kane mantiene a livello interpretativo quello che fa vedere a livello fisico: una prestazione sensuale e graffiante da vera bad girl. Per retromaniaci, ma non solo.