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MAKING MOVIESAL CINEMA
01/04/2022
Domee Shi
Red
È un film abbastanza semplice questo "Red", che però si porta dietro un bel carico di esperienze e metafore che lo sguardo tutto femminile di Domee Shi rende al meglio, tratteggiando un universo di donne giovani (e non) capaci di scrivere il proprio destino senza dar seguito ai condizionamenti loro imposti.

La Pixar si colloca ad altezza di (pre)adolescente con il film della sino-canadese Domee Shi, regista che riversa in Red molti elementi autobiografici: la vicenda è infatti ambientata a Toronto, città dove la stessa Shi è cresciuta, siamo nel 2002, anno in cui la regista aveva tredici anni, la stessa età che ha nel film la giovane protagonista Meilin "Mei" Lee, che inoltre è di origine cinese proprio come la Shi. Si affronta in Red, probabilmente per la prima volta in un lungo animato di una major, il cambiamento fisico che si trovano a dover gestire le giovani adolescenti quando il loro corpo inizia a svilupparsi, la metafora con l'arrivo delle prime mestruazioni è evidente, qui il rosso non indica ovviamente il colore del sangue ma quello del tenerissimo (ma molto goffo) panda rosso gigante in cui Mei Lee si trasforma al sopraggiungere di emozioni forti, una sorta di maledizione che la sua famiglia si porta dietro da generazioni e generazioni. Il parallelo è palese: sbalzi d'umore, contrasti con i genitori, difficoltà nel controllare il proprio corpo, nuove sensazioni e primi stimoli di natura sessuale che qui vengono sublimati dalle prime cottarelle per i ragazzi, sia quelli comuni sia per le star del mondo dello spettacolo, affermazione di un nuovo sé, tutte caratteristiche note a chi adolescente è già stato o chi rivive le stesse esperienze nei panni di genitore.

 

Mei Lee ha tredici anni, vive a Toronto e sta entrando a passi svelti nel pieno dell'adolescenza. Come è giusto che sia per le ragazzine della sua età Mei ha il suo piccolo gruppo di amiche inseparabili: Miriam, Priya e Abby, tutte quante come lei follemente innamorate dei componenti dei 4*Town, una boy band di successo composta non da quattro ma da ben cinque baldi giovini. Rimanendo con i piedi per terra la cottarella adolescenziale di Mei è il biondo Davon, una specie di ameba all'apparenza poco sveglia che lavora in un minimarket del quartiere, personaggio inviso alla madre di Mei Lee, la severa e molto esigente Ming. Mei Lee è una brava ragazzina, studiosa, affatto ribelle, cerca in tutti i modi di compiacere la rigida madre, tutti i pomeriggi la aiuta nella gestione del tempio dedicato al panda rosso. Quando con l'arrivo della pubertà si scatena la maledizione di famiglia anche su Mei Lee, questa inizia a trasformarsi in un grosso e goffo panda rosso ogni qualvolta le sue emozioni vanno fuori scala, sarà proprio questa trasformazione a far capire alla ragazza che il suo percorso non deve essere per forza nel solco di chi l'ha preceduta e che non è giusto continuare a vivere solo per compiacere la propria madre. La situazione di emergenza chiamerà a raccolta tutte le donne della famiglia e sarà occasione di crescita e cambiamento un po' per tutti.

 

È un film abbastanza semplice questo Red che però si porta dietro un bel carico di esperienze e metafore che lo sguardo tutto femminile di Domee Shi rende al meglio, tratteggiando un universo di donne giovani (e non) capaci di scrivere il proprio destino senza dar seguito ai condizionamenti loro imposti; il mondo maschile sembra essere invece composto più che altro da inutili semi idioti. L'animazione è anch'essa semplice ma molto accattivante, guarda più all'efficacia di espressioni e stati d'animo che non al dettaglio a tutti i costi, molto adatta al tipo di storia narrata dove l'essere protagonista, Mei trasformata in panda, farà innamorare grandi e piccini. Molto indovinata la colonna sonora con i brani dei 4*Town composti da Billie Eilish e dal fratello Finneas O'Connell che ci riportano agli anni d'oro delle boy band (anni d'oro ovviamente per chi amava questo genere di musica), in alcuni momenti sembra di risentire i vecchi Backstreet Boys e l'effetto devo ammettere che è parecchio divertente. Oltre all'insegnamento sull'autoaffermazione, alle metafore sull'età puberale e i traumi così importanti per un adolescente che questa si porta dietro, c'è anche un bel discorso sull'amicizia in un'età in cui il giudizio e l'approvazione degli amici, il senso di appartenenza al gruppo, diventano più importanti agli occhi dei ragazzi anche del rapporto con i propri genitori. Forse Red non sarà uno degli apici toccati dalla Pixar ma è indubbiamente un film d'animazione divertente, perfetto per chi sta entrando nell'adolescenza e che avrebbe meritato un passaggio in sala invece di essere distribuito direttamente sulla piattaforma Disney+. Se anche l'animazione cede, tempi duri per le sale!