Nell’ottobre 2023 si sono fatti notare per la prima volta al pubblico con Sea of Hopeless Angels, mentre ora, il nostro connazionale Stefano Castagna e l’austriaco Markus Reuter, sono tornati a farsi apprezzare con il loro secondo lavoro congiunto, a cui hanno dato un titolo a dir poco paradossale: Sky On The Ground. Un’opera la cui classificazione temporale è assai difficile, nata sulla base di materiale preesistente, archiviato nel corso degli anni da Reuter, e in seguito rielaborato con Castagna, fino a essere plasmato in una miscela di progressive rock, avant-rock, elettronica e un po' di genuina improvvisazione. La registrazioen e il missaggio dei nuovi brani è avvenuta nello studio Ritmo&Blu di Pozzolengo, in provincia di Brescia, tra dicembre 2024 e marzo 2025, per portare alla luce il prodotto finito nella seconda metà dell'ottobre 2025.
Se l’esordio Sea of Hopeless Angels risultava strutturato prevalentemente intorno a composizioni legate alle performance di Reuters, fissate nel tempo e senza possibilità di alterazioni, con il nuovissimo Sky On The Ground il sound ha cambiato decisamente direzione: il suono del duo abbraccia intersezioni stilistiche, facendo delle divergenze artistiche e concettuali un punto di forza dell’album. Gran parte del materiale proviene dall’archivio di Markus Reuter, costruito e sviluppato in anni di improvvisazioni e composizioni da solista. Da parte sua, Stefano Castagna si è avvicinato a queste registrazioni senza alcun timore reverenziale, trattandole come una sorta di materia da modellare e rimodellare all’interno di una nuova visione artistica.
A guidare l’album sono dei brani relativamente concisi, che consentono cambi di rotta per nulla scontati, talvolta anche drastici, rimanendo al contempo sempre eleganti. Si parte con l’anima e lo spirito in un viaggio avvolgente grazie all’ouverture “Heartless Heart”, che è anche il brano più lungo dell’opera (05:05), in cui la terra si piega nella penombra dell’inverno, per poi proseguire con il ritmo incalzante e grintoso di “A Shadow Between Us” (03:07).
A metà disco troviamo la fluida “Overlove” (05:01), un inno alla trasformazione sotto un cielo terso, in cui la musica prende forma nello spazio. Di nuovo il concetto della trasformazione nella misteriosa “What Will I Be” (04:02), dove si scivola verso la fine con un cielo che lascia il posto a tinte pallide, mentre osserviamo le stelle ritirarsi con l’attenuarsi del loro splendore.
Per concludere, la traccia più breve del lavoro: “The Hollow Buzz” (01:32), un pezzo che si discosta dal resto dell’album. Forse una scelta intenzionale, che prefigura il raccordo con un altro lavoro di Reuters e Castagna, ancora in divenire, che potrebbe materializzarsi in un futuro non troppo lontano.
Seppure gran parte delle tracce presenti sul disco siano state costruite a distanza e in modo graduale, si narra che all’ultimo momento i due musicisti si siano finalmente trovati in studio per ascoltare il lavoro finito nel suo complesso e stringersi la mano in segno di un “placet” condiviso.
Le sessioni finali hanno dato il via anche a ulteriori strati sonori, realizzati con armonium, chitarre acustiche, voci e glockenspiel (strumento composto da barrette di metallo, usato spesso nelle orchestre). Il risultato è una raccolta di brani che tendono alla forma canzone, ma costruiti su suoni e texture fantastiche: di fatto, Sky On The Ground è permeato da una sorta di realismo magico, dove strutture familiari si fondono perfettamente con profondità e suoni evocativi, senza però mai scadere nelle consuetudini o in suoni “scontati”.
Con questo bel disco, Reuters e Castagna ci fanno mettere i piedi per terra solo a parole, dato che l’album è un percorso sonoro avvincente, da ripercorrere più volte senza mai stancarsi. Solo nel corso dei prossimi mesi potremo sapere se Sky On The Ground rimarrà un lavoro di nicchia, elegante ma per pochi, oppure se, viceversa, riuscirà a ottenere un apprezzamento popolare e più esteso.

