John "Speedy" Keen è un batterista di talento, che sa cantare molto bene e possiede un istintivo talento per la scrittura. Suona in giro come sessionista e nel tempo libero si dedica alla composizione. Per arrotondare, però, guida camion, perché il futuro come musicista è incerto, un lavoro stabile dà sicurezza, e soprattutto perchè quel poco che guadagna suonando la batteria non è sufficiente a sbarcare il lunario.
Poi, il colpo di culo. Viene chiamato a lavorare come autista per Pete Townsend degli Who, i due fanno amicizia, e il chitarrista si interessa alla musica che Keen compone nei ritagli di tempo. Una canzone, soprattutto, sembra scritta apposta per gli Who, s’intitola "Armenia City in the Sky" (un viaggio acido ricco di sovraincisioni: chitarre e fiati al contrario, droni raga, e numerosi feedback) e confluirà come traccia d’apertura dell’album The Who Sell Out del 1967. Il legame fra i due si consolida, tanto che Townsend convince il batterista a mettere in piedi una band, che vedrà nella line up anche il sedicenne chitarrista Jimmy McCulloch e, soprattutto, il pianista jazz Andy "Thunderclap" Newman, da cui il nome della band.
A Keen, che non ha alcuna fiducia nel proprio talento, sembra tutto un gioco, ma il chitarrista degli Who, che era già decisamente navigato, intuisce una possibilità di successo in una composizione del batterista, intitolata "Something In The Air".
“Call out the instigators
Because there's something in the air
We got to get together sooner or later
Because the revolution's here
And you know it's right
And you know that it's right”
Questa orecchiabilissima canzone dal testo fortemente politicizzato, non solo fu un sorprendente successo nel Regno Unito, dove rimase al primo posto per tre settimane nell'estate del 1969, ma divenne anche un piccolo classico della canzone di protesta in lingua inglese, venendo utilizzata come inno e simbolo delle rivolte giovanili del 1968 - '69. "Something In The Air" confluì nell’unico disco pubblicato dalla band, Hollywood Dream, uscito nel 1970, e fu prodotta e arrangiata da Pete Townshend, che vi ha anche suonato il basso usando lo pseudonimo "Bijou Drains".
Incredibile ma vero, gli Who non hanno mai raggiunto il primo posto in classifica né nel Regno Unito né negli Stati Uniti, mentre "Something In The Air" è stata l'unica canzone su cui ha lavorato Townsend che sia arrivata in cima alle charts britanniche. In America, invece, il brano ebbe una tiepida accoglienza, e solo anni dopo, quando fu inserita nella colonna sonora di Kingpin (1996) e Almost Famous (2000), gli americani si accorsero per la prima volta della bellezza della canzone.
I Thunderclap Newman, formati in fretta e furia, non erano all'altezza di suonare dal vivo, ma quando questo brano ebbe successo, furono mandati in un lungo tour che si rivelò la loro rovina. I loro concerti furono accolti male e il tempo trascorso in tour significava tempo lontano dallo studio e dalla scrittura di canzoni, unico elemento di forza della band. La cui avventura durò solo due anni, e si chiuse, più o meno, dopo la pubblicazione di un altro singolo prodotto da Townsend, "Accidents", che si fermò alla piazza numero quarantasei delle classifiche inglesi.
Newman prese a suonare il sassofono e tornò al circuito dei pub, McCulloch si unì al gruppo di Paul McCartney, i Wings, prima di morire di infarto nel 1979, e Speedy Keen pubblicò due album da solista e continuò a lavorare come turnista, ma non tornò più a guidare camion.
