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TRACKSSOUNDIAMOLE ANCORA
30/03/2026
Soundgarden
Spoonman
"Spoonman", una delle canzoni simbolo del best seller Superunknown, ha come protagonista Artis, uno straodinario artista di strada che, anni prima, aveva suonato anche con Frank Zappa.

Ottava traccia dal best seller Superunknown (1994) questa canzone ha come protagonista un vero artista di strada di nome Artis the Spoonman, che suonava i cucchiai per le strade di Seattle, città dove si formarono i Soundgarden. Artis non fu solo l’ispirazione per il brano, ma partecipò attivamente alla realizzazione dello stesso, suonando i cucchiaì nella canzone (è accreditato nell'album) e apparendo nel video.

Cornell, che conosceva le strabilianti doti artistiche di Artis, nel 1992 lo volle sul palco come intermezzo tra l’esibizione dei Soundgarden e quella dei Melvins. Finito il concerto, la manager della band, Susan Silver, disse a Artis che la band stava scrivendo una canzone dal titolo "Spoonman" e gli propose di contribuire alla registrazione. Nel 1993, quasi un anno e mezzo dopo, la collaborazione si consumò in quattro take e due ore di lavoro.

Tra registrazione e video, Artis guadagnò complessivamente 8.000 dollari. Una discreta somma, ma non tale, ovviamente, da renderlo ricco. A lui, però, non importava, sia perché come artista di strada si era creato un pubblico appassionato e una discreta fama d’intrattenitore, sia perché era assolutamente insensibile a ogni forma di promozione del proprio lavoro.

Suonava i suoi cucchiai e rendeva felice la gente, non aveva manager, nessun avvocato ed era finanziariamente poco accorto: nessuna trattativa, accettava solo quello che gli altri erano disposti a offrire. E così, a parte i proventi per la registrazione, come royalties non incassò un becco di un quattrino, nonostante, a dispetto di quello che si poteva pensare, fosse un musicista molto richiesto.

A questa canzone, infatti, viene spesso attribuito il merito di aver trasformato Artis the Spoonman in una sorta di celebrità, ma, in realtà, lui aveva già fatto concerti di alto profilo, tra cui alcune esibizioni con Frank Zappa nel 1981. Ai tempi, suonava già da venticinque anni, si era esibito anche al Letterman Show, era stato in Giappone, Inghilterra, Germania, Australia, Bali, Singapore, dove aveva partecipato a trasmissioni televisive nazionali e concerti.  Lo stesso Artis spiegò in un’intervista: “Quello che ho fatto con i Soundgarden è stato un altro salto di qualità. Avevo già ottenuto un sacco di copertura nazionale e avevo suonato un sacco di concerti in tutto il Paese. Ma quel salto è stato enorme, un onore immenso."

Coinvolgere Artis per Cornell non era solo avvalersi di un musicista dalle doti straordinarie, ma anche un modo per far riflettere la gente sull’errata percezione che spesso si ha degli artisti di strada. “La gente pensa” disse Cornell “che un musicista di strada sia un senzatetto, o che lo faccia perché non riesce a mantenere un lavoro regolare. Lo mettono un gradino più in basso nella scala sociale a causa di come percepiscono qualcuno che si veste in modo diverso. Il testo della canzone suggerisce semplicemente che io mi identifico molto più facilmente con qualcuno come Artis".

Il titolo della canzone fu, però, frutto della fantasia di Jeff Ament, il bassista dei Pearl Jam. Ament, insieme a Eddie Vedder, Layne Staley e altri eroi del grunge, apparve nel film del 1992 Singles, che vedeva Matt Dillon nei panni di un musicista di nome Cliff Poncier. Nella sceneggiatura originale è stata tagliata una scena dove Cliff Poncier, dopo essere mollato la sua band si ritrova a suonare e a vendere le proprie cassette soliste per strada. Il regista Cameron Crowe chiese a Jeff Ament di disegnare la grafica di quelle cassette e di inventarsi i titoli delle canzoni.

Per puro divertimento, Chris Cornell, che ha un cameo nel film, registrò l'intera cassetta di Cliff partendo dai falsi titoli di Ament, uno dei quali era appunto Spoon Man. La registrazione di cinque canzoni scritte da Cornell fu, poi, stampata su circa 5000 CD, che furono usati per promuovere il film. In scaletta compare anche la versione originale di Spoon Man, che fu registrata su un nastro a quattro tracce per emulare il modo molto grezzo in cui l'avrebbe suonata Poncier.

Quando arrivò il momento di registrare Superunknown, Cornell ne realizzò una versione rifinita con i Soundgarden, questa volta con il titolo definitivo di "Spoonman". Ament fu accreditato nell'album per aver inventato il titolo.