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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
31/10/2026
Live Report
Swamp Fest, 28/10/2026, Arci Bellezza, Milano
Lo Swamp Fest ideato dal Bellezza con l’esibizione di tre band viene all’ultimo ad essere ridotto dalla obbligata e non voluta défaillance dei Not Moving, quindi eccoci a raccontarvi il concerto di Kim Salmon nel tour europeo a seguito dell’uscita del suo ultimo album dei suoi Smoked Salmon: Totally Sick!

Il termine Swamp ovvero “palude” nasce originariamente nel Sud degli Stati Uniti, soprattutto in Louisiana, nei primi decenni del Novecento. Le radici di questo sound risultano quindi profondamente legate al territorio e all'immaginario del Sud americano. La cosiddetta swamp music con la sua evocazione di atmosfere umide, notturne e misteriose, basata su cadenza e ritmi lenti o ipnotici, trova la sua primigenia “effusione” lungo il delta del Mississippi, mescolando il blues afroamericano con influenze cajun, zydeco, rhythm & blues e country.

Nel tempo, il termine Swamp viene a definire una sensazione di decadenza romantica e primitiva, ovvero lo swamp nell’immaginario sonoro, più che uno stile, viene a rappresentare una peculiare sensibilità sonora. Negli anni Cinquanta emerge infatti lo Swamp Blues, con artisti come Slim Harpo, Lazy Lester e Lightnin' Slim.

Caratteristiche del sound risultano essere una armonica amplificata e un groove rilassato; un sound chitarristico dove viene in rilievo lo stile riverberato, e un singing più sussurrato/roco che sostenuto se non aggressivo. Questa musica influenzerà direttamente Rolling Stones, Kinks, Yardbirds e parte del rock britannico degli anni Sessanta.

 

È proprio in questo periodo storico (e nei successivi anni Settanta) che lo swamp diventa rock, in particolare grazie a un gruppo che ha fatto la storia del genere musicale in oggetto, ovvero i Creedence Clearwater Revival che, pur provenendo dalla California, diventano l'emblema dello Swamp Rock.

Il canto ruvido di John Fogerty, la passione per le radici musicali sopra descritte: R&B, country, il cosiddetto bayou, l’influenza dei Delta Bluesmen (Howlin’ Wolf e Muddy Waters) permetteranno alla band di inanellare una serie di hit che raggiungeranno le vette della classifica: "Born On The Bayou", "Green River", "Proud Mary" e, non ultima, "Bad Moon Rising".

Negli anni Settanta alcuni artisti connettono il clima swamp al rock a loro contemporaneo: Tony Joe White; Dr. John i Little Feat e, nel lato ancor più oscuro, non possiamo mai dimentarci dei The Cramps, con il loro “woodoo” billy.

 

Nel decennio successivo il concetto di swamp viene reinterpretato da diversi musicisti underground: i Gun Club del chitarrista Jeffrey Lee Pierce; in un certo senso i Birthday Party di Nick Cave, e con loro, altri gruppi della scena aussie indie, tra cui gli Scientists e i Beasts of Bourbon, bands ove ha militato appunto Kim Salmon.

La palude, come sopra anticipato, cambia natura: non è più un luogo geografico ma uno stato mentale. Nei gruppi sopra citati lo swamp diventa difatti un paesaggio sonoro fatto di blues marcio, garage rock primordiale, psichedelia oscura e tensione post-punk.

 

È questa reinterpretazione radicale che ha reso Kim Salmon una figura di rilievo nella storia del rock underground contemporaneo. In particolare, con gli The Scientists il musicista australiano realizza una serie di album molto importanti (per alcuni critici l’impatto musicale degli Scientists si riverbererà ai gruppi della scena grunge) tra cui il mini LP, Blood Red River e, successivamente lo scioglimento del gruppo, Kim Salmon continuerà in seguito, e fino ad oggi, a proporre sue convinzioni musicali sia negli Beasts of Bourbon sia nei Surrealists.

Gli elementi distintivi del suo sound, ribaditi nel concerto del Bellezza, possono essere così richiamati: chitarre “fangose” e distorte, un ritmo ridotto all'osso con un basso molto presente ed una batteria di stile tribale, il tutto condito da un cantato quasi borbottato, ed in alcuni brani addirittura in falsetto.

Fatta questa doverosa escursione storico-musicale, passiamo all’attualità.

 

L’originaria line up dello Swamp Fest ideato dal Bellezza, prevedeva la partecipazione dei Three Blind Mice (che, causa impegni lavorativi protrattesi oltremodo non ho potuto, con rammarico, ascoltare) i Not Moving e, in chiusura, appunto, Kim Salmon con i suoi Smoked Salmon.

Causa la defaillance – giustificata da ragioni di salute di uno dei componenti – dei Not Moving, il chitarrista australiano e i suoi accoliti salgono sul palco alle ventidue precise, davanti ad un pubblico un pochino ridotto all’osso.

La scaletta dell’esibizione si basa ovviamente molto dell’ultimo album Totally Sick!!, pubblicato dall’artista lo scorso mese di maggio, che presenta una raccolta di brani coerenti tra loro, anche se molte canzoni inserite nell’album provengono da progetti collaterali o archivi creativi accumulati nel tempo, recuperati e rielaborati dalla formazione attuale.

Si inizia con un classico degli Scientists, un super pezzo carico di grinta chitarrista, come "Last Night", per passare a "How Did They Ever Manage" presente nel precedente album Smoked Salmon. Con "Fix Me Up" viene evocato il fantasma del glam rock, ma il pezzo comunque è accattivante grazie a un groove travolgente; a seguire un’ulteriore composizione dell’ultimo album, "Shine Some Darkness on Me", che presenta un'andatura blues con una chitarra volutamente viscida e una particolare interpretazione vocale di Salmon.

"Fully Sick and Tired" arriva subito dopo con le sue chitarre distorte e una batteria aggressiva. Il titolo del brano richiama un'ironica rappresentazione del cosiddetto sickie day, ovvero il fingere una malattia per prendersi un giorno libero dal lavoro.

 

Dopo un ulteriore canzone tratta dall’omonimo album, "Hell in a handbasket", il setlist prosegue con "Pathologise Me", dove le atmosfore sonore si fanno più riflessive e malinconiche, uno dei brani più interessanti della scaletta presentata.

Con "Everybody's Out of Town" si torna a sonorità più pastiche con una chitarra volutamente instabile e una vocalità allucinata. A seguire "Lighting Scary" e "Self Replicator", brano che apre il nuovo disco come una dichiarazione di intenti, con un sound sostenuto da chitarre abrasive, sintetizzatori vorticosi e dalla voce di Salmon che galleggia sopra il sound.

Il concerto prosegue con "Flawed", sempre tratto dal precedente album sopra menzionato, mentre la successiva "Freudian Slippers", originariamente comparsa nel 2013, viene reinterpretata dagli Smoked Salmon ponendo in risalto elementi funk-pop contaminati da una chitarra aggressiva ed acida.

Dopo "Come On Spring", ecco la riproposizione di uno dei brani classici degli Scientists: "Frantic Romantic", con la sua chitarra jangle ed i suoi cori catchy. Infine, dopo un ulteriore pezzo, la chiusura è affidata ad uno dei pezzi più iconici degli Scientists, "Swampland".

Dopo un set di sedici canzoni, per la durata di un’ora esatta, il concerto termina con questo brano, senza alcun bis (forse dovuto alla poca presenza del pubblico?) per una serata che ovviamente non può che comunque passare alla storia come una swamp night.