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REVIEWSLE RECENSIONI
Take Me All Over The World
The Yearning
2018  (Elefant Records)
POP
8/10
all REVIEWS
19/04/2018
The Yearning
Take Me All Over The World
Il mondo del british Joe Moore e del suo progetto The Yearning è quello di un mondo ancora innocente e rassicurante, zero conflitti sociali, di studentesse nei campus con la gonna a pieghe, di maglioncini attillati a maniche corte, di calzettoni e di capelli raccolti a coda di cavallo, di diari con disegnati cuoricini e di libri portati in braccio.

Ricetta per i brownies alla Sandra Dee

175 gr di burro d’arachidi

150 gr di cioccolato fondente

3 uova

280 gr di zucchero

30 gr di cacao

100 gr di farina

100 gr di marshmellow

 

Il mondo del british Joe Moore e del suo progetto The Yearning è quello di un mondo ancora innocente e rassicurante, zero conflitti sociali, di studentesse nei campus con la gonna a pieghe, di maglioncini attillati a maniche corte, di calzettoni e di capelli raccolti a coda di cavallo, di diari con disegnati cuoricini e di libri portati in braccio. E poi le casette linde e pulite con i giardinetti tutti ordinati, e il rock’n’roll riposto nel cassetto dopo che Elvis se ne era andato soldato in Germania.

Un immaginario cristallizzato con le Doris Day, le Sandra Dee, i Pat Boone e i Frankie Avalon, e le ragazze in attesa del principe azzurro.

 

Procedimento:

Sciogli a bagnomaria il cioccolato insieme ai marshmellow, incorpora le uova una alla volta, aggiungi la farina setacciata, il burro, lo zucchero e il cacao in polvere Mescola bene.

 

La voce di Maddie Dobie suggella il tutto e i due album dei The Yearning, “Dreamboats and Lemonade” uscito nel 2014 e il successivo “Evening Souvenir” del 2016, sono lì a dimostrare che Joe Moore, come un novello Todd Haynes, vive in una bolla atemporale.

Canzoni da melodrammi adolescenziali, cuori infranti, sontuosi arrangiamenti orchestrali, Bacharach come un riferimento neppure troppo evidente, insomma brani come delle impeccabili piccole operette.

Ma pur restando con il cuore e con la mente rivolta al passato la vita scorre e gli anni avanzano anche per The Yearning e arrivati al 2018 Moore e Dobie sono alle prese con le malinconie di chi, lasciati i tempi dell’innocenza, si arrovella e cerca di uscire dal bozzolo adolescenziale.

 

Amalgama bene gli ingredienti e disponili su una teglia, spiana con un mestolo e inforna a 170 gradi per 35/40 minuti, il tempo di un album dei The Yearning.

 

Il nuovo EP, da poco nei migliori negozi di dischi (quei pochi rimasti) “Take Me All Over The World”, prende in prestito le suggestioni malinconiche della chanson francese, l’iniziale “How Do You Make Somebody Fall In Love” è paradigmatica in tal senso, ma altre suggestioni ci attendono come la bossa nova di “Do You Remember”: puro chamber pop, una nostalgica illusione per un amore volato via. E la bossa come una farfalla svolazza per tutto il disco; “Everything Is You” con quel solo di sax è come lo struggimento di un attimo cristallizzato in un flashback, “Fly Me To Mexico” è un vero e proprio invito di evasione dalla realtà, di scappare via da tutto e tutti, e con quell’intro che rimanda a una pietra miliare della canzone brasiliana quale è “Corcovado” è ad un passo della perfezione.

Altro giro e sotto con il valzer di “Learn To Love”, e qui la voce di Maddie è accompagnata da Joe Moore, in un duetto in bianco e nero in cui si materializza per un battito di ciglia Lee Hazelwood insieme alla sua bella Nancy Sinatra.

Ritorniamo alla chanson francese, triste e malinconica con l’ultimo atto del lavoro, “Something I Should Now”, in un tempo sospeso dove Françoise Hardy e Brigitte Bardot rimangono eternamente giovani.

 

Finita la cottura estraete la teglia dal forno e lasciate raffreddare, quindi tagliate a piccoli pezzetti il dolce e servitelo accompagnato con un vino passito, come ad esempio un Aleatico.

 

Bello il mondo perfetto dei The Yearning, dove tutti i tuoi problemi nascono e finiscono in un angolo della tua cameretta, gustoso come un brownies, talmente bello che rischi di cascarci dentro davvero e non uscirne più. Come per i brownies di Sandra Dee però ne consiglio di farne un uso moderato, e per quanto riguarda il duo un EP è il formato giusto, onde evitare di incorrere in patologie anche gravi, colesterolo alto in un caso, ammalarsi di nostalgia, “il dolore del ritorno”, nell’altro.

Sconsigliato a diabetici e rockers.