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MAKING MOVIESAL CINEMA
23/10/2019
Seth MacFarlane
Ted
Inutile cercare in Ted argomenti, chiavi di lettura o anche solo una storia decente, il film è costruito per far ridere e divertire grazie al contrasto tra il tenero orsetto e le volgarità che gli escono dalla bocca, tutto qui, e funziona...

L'esordio dietro la macchina da presa di Seth MacFarlane è un'accozzaglia di elementi diversi. Ted parte come uno di quei film del filone fantastico per adolescenti tanto in voga negli anni 80, decennio in cui sono ambientate le prime sequenze, con un ragazzino (Bretton Marley) che incontra il suo momento magico: il suo regalo di Natale, l'orsacchiotto Ted, prende vita e diventerà da lì in avanti il suo migliore amico. Per sempre. In cameretta poster di Indiana Jones, citazioni a E.T., un effetto nostalgia che però dura poco. Poi c'è tutto il cuore della faccenda, perché il protagonista John Bennett (Mark Whalberg), cresciuto (per modo di dire) e ormai trentacinquenne, è un cazzone affetto dalla sindrome di Peter Pan che ama passare le giornate in compagnia del suo orsetto, un pupazzo di peluche sboccato, irriverente (ma neanche troppo), strafatto e portatore sano di tutti i vizi che potrebbero attrarre un quattordicenne maschio in tempesta ormonale, linguaggio colorito compreso.

Quello che piace in Ted è questo aspetto qui, le situazioni, le battute e le volgarità inanellate dall'orsetto sono parecchio divertenti e garantiscono allo spettatore di farsi quattro risate (e anche più) guardando un film tutto sommato piacevole che sicuramente non poggia le fondamenta sulla trama o sulla costruzione dei personaggi che sono credibili quanto l'orsetto stesso. Poi c'è il risvolto rosa; John è innamorato della ragazza con la quale sta ormai da quattro anni, la bella Lori (Mila Kunis), ma la sua amicizia e convivenza con Ted impedisce al rapporto tra John e Lori di decollare veramente, c'è sempre per John un'occasione di dimostrarsi immaturo e di deludere la sua dolce metà che episodio dopo episodio inizia realmente a perdere la pazienza e a pretendere una scelta definitiva (tipo "o quell'orsetto o me, il mondo è troppo piccolo per tutti e due"). Si aggiunge inoltre un risvolto più dinamico con la coppia di disadattati composta da un padre psicolabile (Giovanni Ribisi) e dal suo figlioletto cicciottello e prepotente (Aedin Mincks) che vorrebbero Ted, che oltre ad essere un orsetto parlante è anche una celebrità, tutto per loro.

Tutti questi aspetti si amalgamano più o meno bene allo scopo di mettere in mostra un minestrone di buoni sentimenti, tra amore e amicizia maschile da buddy movie, e soprattutto una serie di gag, battute e scene comiche effettivamente spassose, l'idea di questo orsetto sboccato e sessuomane (pur in assenza di organi genitali) non sarà rivoluzionaria ma garantisce una bella dose di sane risate, senza che Ted si dimostri nemmeno troppo scorretto, ma soltanto triviale e cazzaro. Umorismo scatologico, riferimenti sessuali, situazioni da fattoni si uniscono a un mare di citazioni che, Griffin a parte (creazioni dello stesso Seth MacFarlane) vedono il loro apice nella presenza di Sam J. Jones, l'attore qui nei panni di sé stesso che negli 80 interpretò il mitico Flash Gordon nell'omonimo film (s)cult su musiche dei Queen.

 

Inutile cercare in Ted argomenti, chiavi di lettura o anche solo una storia decente, il film è costruito per far ridere e divertire grazie al contrasto tra il tenero orsetto e le volgarità che gli escono dalla bocca, tutto qui, e funziona, le sequenze divertenti sono davvero molte, per alcune si ride proprio di gusto. Alla fine si rimane soddisfatti di aver assistito alla storia dell'amicizia di questi due imbecilli che formano una coppia davvero riuscita, talmente riuscita da aver generato un sequel e incassi da leccarsi le dita (e chissà cosa tirerebbe fuori Ted su quest'ultima affermazione!).


TAGS: cinema | DarioLopez | drammatico | fantastico | loudd | recensione | SethMacFarlane | Ted | universal