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MAKING MOVIESAL CINEMA
13/09/2018
Michael Schur
The Good Place
Quante volte in questa vita non vi siete sentiti nel “posto giusto”? Quante volte avete ritenuto gli altri migliori? E se queste sensazioni continuassero anche in un’altra vita?

Questo è esattamente ciò che accade a Eleanor (interpretata dalla poliedrica Kristen Bell), informata della sua tragicomica morte fin dai primi minuti della serie. Nessun dramma però: è finita nella “parte buona”. Eleanor Shellstrop ha avuto, infatti, una vita esemplare, dedita ai meno fortunati, colma di missioni umanitarie, sempre al servizio degli altri! Chi dunque se non lei, meriterebbe di vivere in luogo tanto ameno? Un luogo che racchiude finalmente l’anima gemella di ognuno, un luogo ricco di negozi di animali adorabili, colmo di tanti, ma davvero tanti, negozi di Frozen yogurt e ridenti colline? Solo la crème de la crème arriva nel distretto numero 1.

Come arrivarci? Ogni singola azione sulla terra ha avuto il suo punteggio, ogni gesto, anche il più insignificante, è stato visto e valutato: con un altissimo punteggio si potrà godere della felicità eterna. Attenzione, invece, se “avete commesso crimini gravi, avete mai avuto una targa personalizzata come la BMW DI MAMMA, o avete pagato per ascoltare musica dei Red Hot Chili Peppers”, perché la parte cattiva aspetta proprio voi! Sarà il perfido demone Trevor (Adam Scott, ancor più bizzarro che in Parks and Recreation), in pantaloni di pelle neri e giacca chic, a traghettarvi dall’altra parte, per infliggervi torture terribili e sottoporvi a compagni di viaggio davvero fastidiosi.

Da Mike Schur, sceneggiatore e produttore di serie come The Office e Parks and Recreation, non ci si poteva aspettare meno. The Good Place tratta infatti tematiche che solo uno sceneggiatore così eclettico avrebbe potuto affrontare: da Aristotele a Kant, gli spettatori si trovano davanti a quesiti morali dei più profondi, senza mai annoiarsi.

Il formato breve della sit-com in sole 13 puntate corre in aiuto del povero Chidi che, da bravo oratore e filosofo, intratterrebbe invece gli spettatori per l’eternità. Gli altri personaggi, Eleanor per prima, ne farebbero volentieri a meno, ma proprio il rapporto tra i due, da alunna svogliata e insegnate soporifero, ci renderà partecipi di esilaranti gag. Per non parlare poi della bellissima Tahani, dalla stravagante pronuncia, e della sua anima gemella Jianyu, un monaco buddista che mantiene il voto del silenzio perfino in paradiso! Questi quattro semplici personaggi saranno in grado di movimentare un intero paradiso. Tanto, per ogni problema piomberà in soccorso Janet, l’enigmatico essere con tutta la conoscenza dell’universo.

E per i più scettici, se la semplice presenza di Kristen Bell e Adam Scott non bastasse, il consiglio è: arrivare alla fine, perché non tutto è come sembra… neppure in paradiso. Tra personaggi fuori posto, tentativi di migliorarsi per non essere scoperti, confuse dichiarazioni d’amore, caratteri fuori dall’ordinario e matrimoni improbabili, si arriva dove non ci si sarebbe mai aspettati.

 Ma, per il momento, “Benvenuti nella felicità sempiterna, benvenuti nella parte buona. Con la partecipazione di lontre che dormono tenendosi per mano. Avete presente ciò che si prova guardando queste tenere lontre? È così che vi sentirete, ogni giorno!”