Come in un romanzo gotico, dove non si sa dove finisca l’amore e dove inizi la rovina, le Venus Grrrls si muovono in questo spazio ambiguo ed etereo, costruendo ed esplorando un proprio universo narrativo di desiderio, morte, atmosfere oscure e romantiche.
Formatesi a Leeds, le Venus Grrrls – composte da Grace Kelly (voce e chitarra), Eliza Lee (chitarra), Hannah Barraclough (basso) e Allanagh Doherty (batteria) – si sono costruite una reputazione come una delle realtà più interessanti della nuova scena alternative rock britannica, muovendosi tra grunge, punk e suggestioni goth sempre più marcate, sia a livello estetico sia, soprattutto, a livello lirico e musicale. Richiamando il movimento Riot Grrrl degli anni Novanta, le Venus Grrrls dimostrano da sempre una particolare attenzione ai temi dell’identità e dell’autodeterminazione. Dopo una serie di singoli e una crescente attenzione da parte di testate come Kerrang! e BBC Radio 1, il quintetto britannico arriva all’EP To Die As Lovers May, primo lavoro pubblicato in formato fisico e che amplia ulteriormente il loro immaginario.
Il titolo dell'EP è preso da un passaggio di Carmilla di Sheridan Le Fanu, il romanzo che ha anticipato di oltre vent'anni il Dracula di Bram Stoker e che rappresenta una delle principali fonti d'ispirazione del disco. Ma sarebbe un errore fermarsi ai vampiri, alle cappelle abbandonate o alle atmosfere da racconto vittoriano. Quello che interessa davvero alle Venus Grrrls è lo spazio ambiguo che esiste tra attrazione e distruzione, tra amore e morte, tra ciò che ci affascina e ciò che potrebbe consumarci.
Musicalmente l'EP trova un equilibrio sorprendentemente naturale tra il goth degli anni Ottanta e la malinconia sporca del grunge di inizio anni Novanta. L'apertura affidata a “Eve” mette subito in chiaro le intenzioni della band con riff aggressivi e un'energia quasi industriale, mentre “Carmilla”, pubblicata come primo singolo, rappresenta probabilmente il cuore emotivo del lavoro: oscura, sensuale e attraversata da una tensione costante, trasforma il mito della vampira in una riflessione sull'attrazione verso ciò che sappiamo essere pericoloso.
Più avanti “Mother Knows”, ispirata alla figura di Mary Shelley, conferma la capacità del gruppo di fondere riferimenti letterari e immediatezza rock senza che il risultato appaia mai forzato. L’EP si conclude con “Evergreen” e “Wormfood”. Se la prima rappresenta il lato più vulnerabile dell'EP, lasciando filtrare una malinconia quasi romantica tra chitarre che si espandono lentamente e improvvise impennate emotive, la seconda accetta invece il destino evocato fin dal titolo del disco e ci accompagna verso una conclusione oscura ma sorprendentemente serena.
Attraverso tutte le tracce dell’EP spicca l’innegabile qualità a livello strumentale della band, in particolare della cantante Grace Kelly, che regala una performance emotiva, evocativa e sensuale, e della chitarrista Eliza Lee, che firma e impreziosice ogni brano con assoli e parti di chitarra a tratti pesanti, a tratti melodiche.
La vera forza di To Die As Lovers May è dunque la sua coerenza. Pur attraversando momenti più pesanti, passaggi quasi eterei e improvvise esplosioni melodiche, l'EP mantiene sempre la stessa atmosfera cinematografica e crepuscolare. Le Venus Grrrls dimostrano di aver finalmente trovato una voce riconoscibile, capace di guardare alla tradizione goth senza cadere nella nostalgia e di utilizzare quell'immaginario per raccontare emozioni profondamente contemporanee.
