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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
22/07/2026
Live Report
Two Door Cinema Club, 21/07/2026, Tener-a-Mente, Anfiteatro del Vittoriale, Gardone Riviera
Concerto impeccabile e a tratti emozionante, che l'interruzione ha reso ancora più vissuto e tirato, quello dei Two Door Cinema Club all'Anfiteatro del Vittoriale. La conferma che la band ha ancora tutte le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nell’Indie Rock contemporaneo.

Difficile analizzare il caso dei Two Door Cinema Club, una band che avrebbe dovuto rappresentare un nome di primissimo piano nel panorama del rock alternativo europeo, e che invece ha sempre navigato in una pur dignitosissima fascia media, osannata senza dubbio nel Regno Unito, ma sottostimata da altre parti, in particolare in Italia. Certo, sappiamo bene che dalle nostre parti ci si accoda molto più facilmente a ciò che è già popolare, l'ascoltatore medio è pigro, poco preparato e per nulla incline alle scoperte autonome; detto ciò, fa comunque strano vedere così poco entusiasmo, anche da parte degli addetti ai lavori, attorno al come back della band nordirlandese, oltretutto se consideriamo che mancavano sin dal tour di Beacon

L'occasione è la celebrazione dell'esordio Tourist History, che è uscito nel 2010 e che l'anno scorso ha compiuto quindici anni di età. Strano anniversario, soprattutto per noi vecchi abituati ad avere a che fare con ben altre scadenze. Dopotutto era già il secondo decennio del nuovo secolo, il panorama indipendente era già completamente cambiato e, soprattutto, stiamo parlando di un act ancora pienamente attivo, con l'ultimo album di inediti, Keep On Smiling, risalente al 2022. Non una vita fa, insomma, anche se sarebbe certamente ora di chiedersi quando uscirà qualcosa di nuovo. 

Sappiamo però in che tempi viviamo: meglio rifugiarsi in un passato conosciuto e rassicurante, per quanto ancora recente, piuttosto che affrontare l’ignoto di un futuro che ultimamente sembra offrire davvero poche garanzie.

Al di là di tutto, per i fan è un'ottima occasione per vedere in azione un nome che pareva davvero dimenticato. 

 

Quella del Vittoriale è la prima di due date (la seconda sarà a Roma il giorno dopo) e la cornice è senza dubbio la più suggestiva possibile. Positiva anche l'affluenza, nonostante il mancato sold out: platea e gradinate risultano comunque gremite di pubblico in fremente attesa e dall'età media piuttosto bassa. 

Verso le 20.30 sale sul palco Generic Animal, inaspettata apertura annunciata solo pochi giorni fa. La proposta di Luca Galizia c’entra poco o nulla con il programma di stasera, ma le versioni per chitarra e voce delle sue canzoni ne rimuovono un po' la patina It Pop e le inseriscono in un cantautorato suggestivo che riesce in parte a catalizzare l'attenzione dei presenti. Per quanto mi riguarda, il giudizio rimane invariato: progetto validissimo (l'ultimo Il canto dell'asino lo ha dimostrato ulteriormente) ma che per qualche oscura ragione non è mai riuscito a sfruttare la scia dell'esplosione del genere; l'impressione è che ormai il treno sia passato e che più di così si possa fare ben poco, in termini di numeri (che rimangono comunque più che discreti, intendiamoci). Se non lo conoscete dategli un ascolto perché la sua scrittura è decisamente in grado di elevarsi sul piattume imperante. 

 

Alle 21.15 spaccate ecco finalmente i Two Door Cinema Club, che aprono giustamente il set sulle note della potente “Cigarettes in the Theatre”, prima traccia di Tourist History. La formazione non ha subito cambiamenti: i tre membri stabili sono sempre Alex Trimble (voce e chitarra), Sam Halliday (chitarra solista) e Kevin Baird (basso), che mostrano la loro unità anche rivolgendosi a turno al pubblico, rompendo quel non detto secondo cui sarebbe solo il cantante ad interagire tra un pezzo e l'altro. Dietro di loro, sulla parte rialzata del palcoscenico, ci sono i due musicisti che integrano la line up durante il tour: Benjamin Thompson alla batteria e il nuovo entrato Andrew Lindsay a tastiere e chitarra, quest'ultimo in forza da circa un paio d'anni. 

Suoni nitidi, tiro notevole, i cinque appaiono in grandissimo spolvero, si aiutano leggermente con qualche sequenza pre registrata ma per il resto è tutto dal vivo, la spinta di Thompson dietro le pelli e le melodie killer della prima parte del loro disco d'esordio catturano immediatamente il pubblico, che infatti abbandona le convenzioni dell’anfiteatro e si alza in piedi per ballare (tutto in maniera composta, bisogna dire, senza accalcarsi disordinatamente sotto il palco). Del resto le varie “I Can Talk”, “Come Back Home”, “Do You Want It All”, “This is the Life” e il primissimo singolo “Something Good Can Work” sono quanto di meglio il rock alternativo abbia prodotto nel nuovo millennio, hit assolute che solo per qualche scherzo inspiegabile del destino non hanno mai goduto di fama planetaria. 

 

Purtroppo dopo il sesto pezzo accade ciò che i più attenti al meteo temevano sin dal pomeriggio: il cielo si oscura e si riempie di fulmini, che balenano via via sempre più vicini alle nostre teste. Al momento non piove ma il temporale è incombente e non è più sicuro continuare. Il gruppo abbandona lo stage e a noi viene chiesto di pazientare qualche decina di minuti, nell'attesa che la tempesta, come le previsioni sembrerebbero indicare, lasci la zona. 

Alla fine passerà quasi un'ora, verrà a piovere e ci ritroveremo tutti sotto la zona coperta, a chiederci se riusciremo a vedere il prosieguo di quello che dalle prime battute prometteva di essere uno show maiuscolo. 

L'organizzazione risulta impeccabile nella gestione dell’impasse, con aggiornamenti periodici sulla situazione, la gentilezza degli addetti all'accoglienza, e anche il pubblico risponde con pazienza e disponibilità. Mi pare giusto sottolinearlo, in tempi in cui si parla molto di vivibilità degli ambienti concertistici, anche alla luce dei recenti avvenimenti all'ippodromo La Maura. All’obiezione che le due venue, così diverse per dimensioni, non possono assolutamente essere messe a confronto, rispondo semplicemente affermando che questa non è se non l'ennesima prova che i concerti, o si vivono come a Gardone, o non si vivono affatto (magari esagero un po' ma il concetto è quello). 

 

Per fortuna alle 22.30 arriva la comunicazione che tutti stavamo aspettando: il temporale è passato, tra un quarto d'ora si riprende. Boato di approvazione da parte dei presenti, rapido ritorno ai propri posti, dopo che lo staff ha fatto un lavoro certosino nell'asciugamento delle sedie in platea, anche se da qui in avanti rimarremo comprensibilmente tutti in piedi. 

Il gruppo si dimostra sinceramente colpito dalla fedeltà (“Molti se ne sarebbero andati, vi ringraziamo di essere rimasti tutti qui”) e riprende a sciorinare una prestazione lucida e priva di sbavature. Arrivano anche perle provenienti da altri momenti della loro discografia, come le splendide “Sleep Alone”, “Handshake” e “Next Year” (dal sophomore Beacon, a mio parere superiore al disco d'esordio) ed episodi più recenti come “Lucky”, “Bad Decisions” e la toccante “Changing of the Seasons” (purtroppo niente “Wonderful Life”, che è uno dei miei brani preferiti). Si conclude con un'altra infilata di pezzi da Tourist History, tra cui le irresistibili “Costume Party”, “You Are Not Stubborn”, “Eat That Up, It’s Good For You” ed ovviamente “What You Know”, impreziosita da una coda strumentale che diventa il pretesto per un ultimo singalong e battimani. 

Concerto impeccabile e a tratti emozionante, che l'interruzione ha reso ancora più vissuto e tirato.

I Two Door Cinema Club oggi hanno riannodato i fili col passato ma hanno anche dimostrato di avere ancora tutte le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nell’Indie Rock contemporaneo. Speriamo che anche da noi se ne prenda coscienza. 

 

 

SCALETTA

Cigarettes
I Can Talk
Come Back Home
Do You Want It All
This Is The Life
Something Good
Sleep Alone
Next Year
Changing Of The Seasons
Bad Decisions
Handshake
Someday
Lucky
Are We Ready
Sun
Undercover Martyn
Costume Party
You Are Not Stubborn
Eat That Up
What You Know