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Until We Are Free
Fabric
2026  (Four Flies, Press Is More)
NEWS WORLD MUSIC SOUL/R&B/FUNK/BLACK
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13/04/2026
Fabric
Until We Are Free
Fabric è un collettivo musicale dalle sonorità funk, soul e afrobeat che il 17/04 pubblica il suo disco di debutto, Until We Are Free. Ritmiche e groove coinvolgenti con l'intenzione di portare l’attenzione sulle contraddizioni della contemporaneità.
di La Redazione

Until We Are Free, in uscita il 17 aprile 2026 per Four Flies Records, segna il debutto discografico dei fabric: un collettivo nato dall’incontro di musicisti con background diversi e visioni affini, accomunati dal desiderio di fare musica intrecciando ritmiche e groove coinvolgenti a un messaggio diretto, capace di portare l’attenzione sulle contraddizioni della contemporaneità. Il nome del progetto evoca un tessuto vivo, una trama fatta di fili in continuo movimento, di relazioni, scambi e contaminazioni, che non si limita a riflettere la realtà ma sceglie di abitarla.

Il disco fonde funk, soul e afrobeat con un’attitudine urbana e profondamente contemporanea e dà vita a un sound vibrante, capace di far convivere tensione e liberazione, coscienza e desiderio di ballare. Una traiettoria ideale che va da Fela Kuti ai Jungle, passando per ESG, The Comet Is Coming e Sault.

 

Già nel titolo è racchiuso il cuore pulsante dell’album. Until We Are Free nasce dall’esigenza di urlare quello che non si può più rimandare: diritti, libertà, rispetto, amore, fratellanza, pace. Non una semplice frase, ma una dichiarazione d’intenti. Uno sguardo pieno di speranza che non si sottrae al presente, ma lo attraversa con decisione; una promessa e insieme una resistenza a tutto ciò che comprime e divide. La lotta non può fermarsi, finché ognuno di noi vorrà essere libero.

La libertà evocata dal titolo non è astratta né retorica, è la ricerca di quella libertà collettiva e viscerale ancora incompiuta: «La libertà che cerchiamo non vive solo nelle parole o nelle idee ma anche e soprattutto nei corpi, nel movimento e nella festa come atto politico, rivoltoso e di felicità».

Ballare è rivendicare spazio, è esistere senza chiedere permesso così come la festa, dimensione comunitaria capace di sospendere un tempo quotidiano tiranno e disumano che ci vuole immobili, oggetti omologati e obbedienti. È un orizzonte comune, un punto verso cui tendere insieme, trasformando il movimento in presa di posizione.

Il filo conduttore del lavoro è la convinzione che musica e impegno civile possano convivere senza didascalismi. I testi, tutti in lingua inglese, parlano di diritti, uguaglianza e libertà.

 

L’album è stato anticipato dai singoli “Taste This Sound”, “Fight!” e “Feel It”, subito trasmessi da radio come FIP e KEXP.

“Taste This Sound” ha segnato la nascita del collettivo. Un groove incisivo e ossessivo imperlato di sonorità afrobeat, synth e chitarre post-punk a ricamare la tessitura armonica. Un invito alla danza e alla vita, impreziosito di bellezza, forza e fierezza grazie alle voci di Utibe e Symo.

“Fight!” è un inno alla Resistenza attiva, un invito a non arrendersi: “Uniti si lotta e uniti si vince”.

“Feel It” è la canzone più dance dell’album, costruita su un tappeto colorato di clap e synth anni Ottanta. Nel bel mezzo un interludio ipnotico e sognante, una sospensione che ci invita ad entrare in uno stato di trance cullati dalle congas, per poi tornare a terra e ricominciare a ballare: “And then I swear I see the sun I think it’s shining down on you”.

 

Mixato da Tom Campbell (Sault, Little Simz, Adele, Michael Kiwanuka, Jungle) e impreziosito dall’art direction di Raissa Pardini, Until We Are Free è una colonna sonora per tempi complessi: un invito a non restare fermi, a non restare soli, a immaginare, insieme, nuove possibilità di movimento, resistenza e futuro.

 


TRACKLIST

  1. Taste This Sound
  2. Make Me Dance
  3. Go Let Your Freedom Grow
  4. Fight!
  5. Tic Toc
  6. No More
  7. Once Again
  8. Feel It
  9. Aria
  10. Falling Down

 


BIOGRAFIA
I fabric nascono a Roma dall’incontro tra Tiziano Tarli, Alex Dusty, Bob Colella, Utibe Joseph e successivamente Symo, artisti con background ed esperienze diverse, ma accomunati da uno stesso desiderio: fare musica unendo ritmiche e groove coinvolgenti a un messaggio diretto, impegnato, capace di portare l’attenzione sulle contraddizioni della contemporaneità.

Di qui la scelta del sostantivo inglese fabric per il nome della band: non semplicemente un’officina di sperimentazione (come implicherebbero il latino fabrica o il francese fabrique), ma un gruppo concepito come l’intrecciarsi creativo di fili diversi – generi musicali, musicisti fondatori e collaboratori non fissi del ‘collettivo’ – che si inserisce e partecipa nel tessuto sociale.

Lo stile dei fabric fonde funk, soul e afrobeat con un’attitudine urbana e attualissima, dando vita a un sound che è al tempo stesso resistenza sonora e invito al ballo, e che si inscrive in una linea ideale che va da Fela Kuti ai Jungle, passando per The Comet Is Coming, ESG, e i Sault.

Sul palco la missione dei fabric si realizza pienamente. I loro live sono esperienze fisiche ad alto tasso energetico – un mix tra l’intensità del club underground e la potenza militante delle street band – pensate per far ballare e riflettere allo stesso tempo.


«fabric è suono, movimento, impatto. È il bisogno di raccontare storie che spesso vengono soffocate, di trasformare la rabbia in ritmo e la resistenza in danza. La nostra musica è un grido collettivo che parla di diritti, di uguaglianza, di lotta contro ogni forma di oppressione.

Crediamo che la libertà sia poter esistere senza paura, vivere senza catene e sentirsi parte di qualcosa di più grande. Ma la giustizia non riguarda solo le persone: riguarda anche il pianeta che abitiamo. Difendere la Terra significa difendere il futuro, perché non può esserci libertà senza rispetto per ciò che ci circonda.

E poi c’è il ballo. Muoversi è affermare la propria esistenza, ribellarsi agli schemi imposti, conquistare spazio con il corpo e con la musica. Il ritmo non è solo suono, è energia che si propaga, è connessione, è resistenza.

Ogni nostra nota è un atto di sfida, un’esortazione a non restare in silenzio».

 


FORMAZIONE

Tiziano Tarli: tastiere/chitarre

Alex Dusty: batteria/percussioni

Bob Colella: basso

Utibe Joseph: voce

Symo: voce