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RE-LOUDDSTORIE DI ROCK
27/04/2026
Al Di Meola & Friends
Vocal Rendezvous
Linguaggi separati e lontani vengono unificati dal gusto e dalla maestria di un Al Di Meola ispirato e pregnante, che fonde le sue note a quelle di un pop patinato, ma sempre raffinato ed esteticamente perfetto.

Ai tempi della pubblicazione di Supernatural, diventò subito chiaro a tutti come il chitarrismo rock passionale e intimista, in questo caso di Santana, potesse ancora sposarsi con un pop di massa, elegante e d’autore. L’operazione compiuta alcuni anni dopo, nel 2006, da Al Di Meola, assomiglia molto a quella del collega messicano naturalizzato statunitense. E se si considera che a fargli da spalla ci sono personaggi nu soul del calibro di Macy Gray e Angie Stone (in “I Tried”) o Beverley Knight nella orecchiabile “Communication”, si vede addirittura il padrone di casa sorprendentemente orientato all’hip-hop e all’r&b.

Tutto questo non deve però stupire, considerando che l’ideatore del disco ha fatto della fusion una delle proprie ragioni di vita. Inoltre, se si ascolta Vocal Rendezvous dimenticando “chi e cosa”, si ascolta del buon pop con puntate chitarristiche ottime, classiche, elettriche, synth, a loop.

 

«Per fortuna ho la capacità di muovermi tra alcuni di questi mondi: ho un background fusion, poiché ho iniziato con il jazz e sono cresciuto nell’era del rock e del pop, ma ho assorbito molta musica latina e così tutto si è mescolato insieme».

(Estratto da intervista a Al Di Meola su elsewhere.co.nz, 2009)

 

La realtà è che linguaggi separati e lontani sono unificati dal gusto e la classe di un artista ispirato, concreto e sognante, abile a fondere i suoi riff, le sue melodie a quelle di un pop patinato e allo stesso tempo elegante ed esteticamente perfetto.

I dodici brani di Vocal Rendezvous confermano quindi l'estrema versatilità con cui la chitarra di Al Di Meola si adatta a una vasta gamma di stili musicali. Ogni canzone racconta una storia a sé stante. “Shame” offre un gioco di interazioni tra la sei corde del leader e il canto dell’ospite Joe. Questa particolare interconnessione tra voce e chitarra prosegue vivace con Xavier Naidoo (“Schall Und Rauch”), incanta con la cantante svedese Bossom (“Never Never Never”), fino a sorprendere con i riferimenti panetnici del sovietico Leonid Agutin (“Cuba Africa”), i guizzi del rapper francese MC Solaar nella già citata “Communication” e il gypsy-soul latino dei No Mercy in “You Are the One”.

La gemma più brillante di questo “circo sonoro mutante” nasce dall’incontro con la raffinata verve hip-hop/r&b di Angie Stone, indimenticata artista recentemente scomparsa, presente nell’opera pure per una fulminante That's the Truth”.

Sul fronte strumentale, l’album include alcuni motivi che ripropongono il soul latino come “Topaz” e in cui si evidenzia l'eclettico dinamismo virtuosistico (“Syncopatico”), accanto alle ritmiche giocose di “Different Pages” e alla straordinaria atmosfera, condivisa con il bravissimo trombettista Till Brönner, che avvolge “Rendezvous Rhapsody”.

 

Profondamente innamorato della musica di ogni genere, appassionato ricercatore di armonie, Al Di Meola è un artista completo, che non si è mai accontentato dello stereotipo. Tuttora nel pieno della carriera, prosegue un’intensa attività dal vivo sulla scia di Twentyfour, entusiasmante doppio disco rilasciato nel 2024. Il suo segreto è non fermarsi mai, lasciare che l’innata curiosità, la predisposizione ad aprirsi a qualsiasi sperimentazione e contaminazione lo cullino verso nuovi porti, superando costantemente i propri limiti.