Wild In The Streets, il decimo album dei Clinic, racconta lo stato d’animo attuale del Regno Unito attraverso il loro stile inconfondibile: le dodici canzoni sono caratterizzate da un senso di urgenza, giochi di parole surreali e la consueta ironia pungente. Per una band determinata a seguire la propria strada i Clinic continuano ad andare avanti in modi nuovi e imprevedibili. «Abbiamo sempre corso nella direzione opposta rispetto a ciò che stava accadendo», afferma Ade Blackburn. «Quindi, se qualcosa comincia a suonare troppo simile a qualcos’altro, prendiamo una strada diversa».
Il pop eccentrico e il colorato acid-punk costituiscono il cuore della musica dei Clinic – alimentati da tastiere esotiche, chitarre, raffiche di flauto di Pan e percussioni sgangherate – ma il duo è sempre aperto a nuove idee. «Una cosa che ci ha appassionato di recente è l’exotica», spiega Blackburn, «soprattutto le percussioni colorate. Artisti come Martin Denny e Les Baxter. Alcuni di quei brani sono straordinari. Per essere musica spesso considerata ‘easy listening’, presenta delle correnti sotterranee davvero insolite. Abbiamo anche ascoltato dub reggae e gruppi come i Cabaret Voltaire. E molto rock’n’roll degli esordi, per quella sua immediatezza. Per molte di queste canzoni volevamo un ulteriore senso di slancio, quindi a volte eliminavamo un’intera strofa per dare maggiore ritmo al brano».
In effetti, la maggior parte delle canzoni di Wild In The Streets dura meno di tre minuti e il disco riserva sorprese a ripetizione. Il tema performativo accennato in “You and I” trova eco nella sensuale e disorientante “Well Wisher”, con i suoi riferimenti ai riflettori, ai raggi laser e al saltare a bordo della giostra. Altrove, la traccia che dà il titolo all’album offre un vivido ritratto dei giorni della giovinezza in periferia, un’esistenza selvaggia filtrata attraverso i ricordi personali, mentre la dinamica “Back to Nature” è un discorso allusivo sulle azioni di protesta dei giorni nostri. La nervosa “Model Citizen”, in stile Suicide, è un altro momento saliente dell’album. Una storia di inganni, sagome di cartone nei negozi e promesse politiche vuote, sostenuta (come nella maggior parte dei lavori dei Clinic) da un senso giocoso dell’assurdo. «Volevamo semplicemente fare qualcosa in modo più divertente, alla maniera dei Kinks», dice Blackburn. «Come uno studio dei personaggi».

A quasi 30 anni dalla fondazione dei Clinic come quartetto, l’intesa tra Blackburn e Hartley rimane forte come sempre, forse anche di più. «Ci conosciamo dai tempi della scuola», racconta Blackburn. «Hartley è sempre stato appassionato di elettronica e drum machine, fin da adolescente. A lui piacciono i ritmi, che si tratti di reggae e funk o di musica più convenzionale con la chitarra, mentre io ho sempre preferito le canzoni e le melodie. Penso che sia per questo che i Clinic funzionano così bene».
Wild In The Streets è ora pronto a prendere il suo posto accanto a successi del passato come Internal Wrangler del 2000, Visitations del 2006 e Free Reign del 2012. «Abbiamo sempre avuto questa fiducia assoluta in ciò che facciamo», aggiunge Blackburn. «È una musica relativamente di nicchia, ma è proprio questo che ci ha spinto ad andare avanti, perché è bello avere cose un po’ fuori dagli schemi. Al giorno d’oggi non c’è abbastanza musica di questo tipo».
Il primo singolo dell’album, “You and I”, visto che il duo non è mai stato incline a prendersi troppo sul serio, è stato concepito contagiosamente sghembo come un commento sarcastico alla professione che hanno scelto. «Non c’è attività come lo show business, non c’è attività come quella che conosco», canta Hartley con un sorriso malizioso.

Tracklist
Wild In The Streets
Model Citizen
Back to Nature
You and I
Hypnotised
The Gardener
Mouse Trap
Energies
(It Was) Heaven
The Time Has Come
Well Wisher
It’s a Pleasure
Wild In The Streets is available to pre-order on DomMart-exclusive blue vinyl (w/ art print), standard vinyl, CD and digitally.
