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MAKING MOVIESAL CINEMA
17/02/2020
Serie tv
Years And Years
Una serie che come tante parla di un futuro distopico, e che deve molto alla serie capostipite di questo genere: Black Mirror.

Years and Years si potrebbe tranquillamente prendere come una sua costola estesa, e il fatto che arrivi pure lei dall'Inghilterra conferma il tutto.
C'è una famiglia protagonista.
La famiglia Lyons, agiata, che si divide perfettamente in categorie:

  • - c'è il fratello finanziariamente benestante, oberato di lavoro, con una moglie che lo è altrettanto, insieme hanno due figlie, una delle quali vorrebbe cambiare non sesso, bensì corpo, trasformandosi in una macchina senziente, rilasciando la sua coscienza in microchip.
  • - c'è la sorella disabile, che deve far fronte a mille problemi, non ultimo l'amore,
  • - c'è il fratello gay, impegnato umanitariamente, che proprio da un richiedente asilo si sente attratto, nonostante un matrimonio appena sancito,
  • - c'è l'attivista, la sorella controcorrente e sempre in prima linea e in giro per il mondo,
  • - e infine c'è lei, nonna novantenne Muriel che questi figli non suoi li ha cresciuti, e che li ospita di anno in anno nella sua casa da sogno nella campagna inglese.


Iniziamo e siamo ad oggi, siamo alle soglie del 2020 e in TV spunta una nuova politica.
Una che non ha peli sulla lingua, non ha neppure una laurea o una preparazione, ma nel dire quello che il popolo vuole sentirsi dire, nell'usare parolacce, nel fregarsene dei problemi internazionali al grido di “Britain First!” inizia a farsi strada con il suo partito The Four Star Party.
Le sentite, vero, le orecchie fischiare?
E allora si corre veloci, di anno in anno, con minacce nucleari, leggi sempre più restrittive, banche che chiudono e che fanno perdere letteralmente un milione a quel figlio più agiato. Con la situazione umanitaria in Gran Bretagna e nel resto d'Europa che degenera, minacciando le libertà personali, soprattutto se sei un rifugiato, se sei gay.
Si corre in fretta, ancora, e la tecnologia sembra superarci: con emoticons che diventano filtri da applicare direttamente sul proprio volto, telefoni iniettati nelle dita di una mano, Alexa che controlla e spia ogni cosa e che possiamo diventare pure noi.


È un futuro che fa paura, perché non sembra esserci speranza.
Né per l'amore, né per la crescita personale.
E la famiglia Lyons sembra essere suo malgrado al centro del tutto, nella sua normalità.
Years and Years esaspera certi temi, porta all'estremo certe tendenza che ci sono già oggi, cercando così di aprirci gli occhi, di cercare di fermarci prima che sia troppo tardi.
Prima che populisti manovrati da chissà chi la facciano franca, che una certa politica diventi la norma, che certe pagine di storia passata tornino drammaticamente attuali.
Il cast è di quelli interessanti ma anche di quelli che si devono saper apprezzare, perché Rory Kinnear e Russell Tovey non brillano certo di simpatia.
Pure Emma Thompson in versione trumpiana o salviniana -a scelta- mette a rischio le coronarie.
Per fortuna allora c'è Anne Reid, vecchina moderna, che certe tecnologie le accetta altre meno, che certi figli non suoi li protegge, li piange, li caccia di casa.
Ne esce una stagione di Black Mirror migliore delle ultime stagioni ufficiali, ne esce una serie TV impegnata ma per questo non pesante, anzi, capace di colpi al cuore, colpi di scena e pure una dose di azione da renderla giustamente degna di attenzione.


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