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REVIEWSLE RECENSIONI
Anche gli sputi riflettono il sole
ciulla
2026  (Costello's Records)
IL DISCO DELLA SETTIMANA ITALIANA POP
8,5/10
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08/06/2026
ciulla
Anche gli sputi riflettono il sole
Antonio Ciulla è uno dei cantautori migliori che abbiamo oggi in Italia. Per scoprire anche voi la sua incredibile penna, basta ascoltare il suo nuovo album, Anche gli sputi riflettono il sole. C’è bellezza ovunque, anche nei dettagli più sordidi, anche nelle circostanze apparentemente più cupe, anche negli album più piccoli, ma che meritano di diventare grandi.

C’è un brano, sul nuovo album di Ciulla, che s'intitola “Fare soldi” ed è probabilmente il più bello di questo lotto di canzoni che marchiano a fuoco la sua terza prova in studio. Sembra uno di quei testi in cui l'artista si rivolge polemicamente a qualche personaggio che gli provoca fastidio, condannando soprattutto il suo narcisismo, la sua pretesa di essere sempre e comunque al centro dell'attenzione, monopolizzando qualunque occasione sociale, inseguendo gli stessi sogni di gloria che da tempo non hanno nessuna possibilità di venire realizzati. 

Sembrerebbe la solita invettiva portata avanti con il linguaggio polemico e autoreferenziale tipico di una certa recente produzione italiana, se non fosse che dopo pochi istanti ci si rende conto che l'autore sta in realtà parlando di sé. “Fare soldi” scopre velocemente le sue carte e diventa, con la sua solita melodia di straordinaria bellezza ed efficacia (non più una novità nel curriculum di un artista che ci ha ormai dimostrato in lungo e in largo il suo enorme valore) la chiave di lettura privilegiata per arrivare al cuore di questo lavoro. 

 

Ciulla scrive musica dalle scuole medie e non vede alternativa al futuro” si legge in apertura alla bio inviata alla stampa. E se fare i soldi con le canzoni può apparire ormai una disillusa utopia, la vocazione artistica possiede una sua irriducibile realtà, che fa sì che in nessun modo si possa recedere. “E se nemmeno quest'ultima canzone arriverà a fare un milione magari arriverà dritto a te” canta nel ritornello di “Piccola e grande”, un altro brano superlativo, da cantautore vero, che fa domandare per quale razza di astruso motivo una penna come la sua sia ancora pressoché sconosciuta nel panorama italiano. 

E così Antonio ci riprova di nuovo, impermeabile ai fallimenti, e lo fa con un disco dal titolo che è tutto un programma: Anche gli sputi riflettono il sole, che è come dire: c’è bellezza ovunque, anche nei dettagli più sordidi, anche nelle circostanze apparentemente più cupe. 

Un disco concepito, nelle sue parole, per “guardare in faccia le fragilità, trovare in esse una possibilità di ripartenza”, composto da “canzoni che nascono dal buio ma che continuano a cercare un bagliore, anche imperfetto”. Insomma, se L’arte di star bene sosteneva la necessità di coltivare la propria dimensione interiore indipendentemente dalle storture del mondo, qui si dice che queste storture possono essere abitate, nella misura in cui si è in possesso di uno sguardo capace di cogliere la poesia anche nei dettagli più impensati. Basta per sopravvivere? Probabilmente no, ma è di sicuro un inizio incoraggiante. 

 

Registrato tra casa sua e lo studio Caino di Massarosa, in provincia di Lucca (città di cui è originario, anche se per un periodo ha vissuto a Bologna e credo stia ancora lì adesso) vede dietro la consolle un nome importante come Simone Matteuzzi, che insieme ad Antonio si è occupato anche di suonare tutti i principali strumenti (vi sono poi i preziosi contributi di Federico Giannini alla batteria e di Leonardo Guardenti al violoncello). Il cambio di produttore non ha portato significativi sconvolgimenti nella proposta musicale, che alterna sempre un songwriting cantautorale classico ad episodi più virati verso l’It Pop, dove la dimensione elettronica si fa preponderante e le scelte da dare al vestito sonoro risultano più decisive. 

Ancora una volta tutto funziona, tutto si incastra a meraviglia e si declina in atmosfere che si fanno ora malinconiche e contemplative (“Mare di noia”, piano elettrico ed eleganti orchestrazioni) ora più frizzanti ed ironiche (l’opener “Politik”, che si muove tra cassa dritta e chitarra elettrica, ma anche i tormentoni Pop di “Hollywood” e “Ritorno a Napoli”), mentre brani come la title track o “Nuova luce” rappresentano un corso accelerato su come si scrivano melodie e ritornelli clamorosi. 

Antonio Ciulla è uno dei cantautori migliori che abbiamo oggi in Italia? Senza dubbio, e fa davvero imbestialire come anche questa volta, a meno di miracoli dell'ultima ora, non se ne accorgerà nessuno.