“Gli Iron Maiden non sono mai stati una concept band basata soprattutto su un solo argomento, ma anzi hanno esplorato più risvolti dei mondi dell’heavy metal. Hanno toccato con successo i temi della vita da strada, il fantasy, la Storia e la guerra, la morte e gli assassini, la fantascienza, il senso della vita, l’horror e la religione, dimostrandosi una band completa, multiforme e in grado di stimolare sempre la fantasia degli ascoltatori. I due autori principali, Steve Harris e Bruce Dickinson, hanno stili a volte diversi, ma anche complementari, e trovano spesso un terreno comune nella Storia, nell’horror e nel fantasy. Ed è per questo che, dopo tanti anni, ho voluto realizzare il mio personale tributo agli Iron Maiden, commentando tutti i loro testi originali. In questo libro troverete dunque tutte le canzoni presenti negli album – al netto delle strumentali – e anche le bonus track delle varie edizioni (oltre a Virus, che è l’unica traccia di senso compiuto a non essere mai finita su un album neppure come bonus), per un totale di 174 pezzi”.
(Stefano Cerati)
Stefano Cerati è diventato nel tempo, una vera “memoria storica” dell’Heavy Metal, fiero della sua passione per il mito Black Sabbath, ma autore anche di libri importanti e di culto come (Don’t Fear) The Reaper, dedicato ai testi dei Blue Öyster Cult (qui la nostra recensione). Sugli Iron Maiden potrebbe scrivere una tesi di laurea, dato che li segue fin da quell’estate del 1980, in cui un suo amico gli fece scoprire la cassetta del primo album della band, e lo spinse ad andare a vederli nel celebrato tour a supporto dei Kiss, nel concerto milanese. Ha visto dal vivo la line up storica con Paul Di’Anno per due volte, era presente nelle prime date con il “nuovo” cantante Bruce Dickinson nell’ottobre del 1981 e ha seguito tutta la loro carriera, continuando a presenziare nei loro tour italiani, nel corso degli anni, arrivando sino ad oggi, per un totale di ventisette volte.
Onesto fino in fondo, Stefano ammette di amare di più gli Iron Maiden degli anni Ottanta fino a Seventh Son of a Seventh Son, rispetto a quelli degli anni Novanta con Blaze Bayley o a quelli più progressivi e narrativi del nuovo millennio, ma riconosce una coerenza assoluta di una band che non ha mai seguito le mode e si è costruita un suo spazio artistico sempre unico e riconosciuto da tantissimi fan, come una vera e propria “fede”, anche se spesso con scelte che fanno sempre discutere e che, logicamente, non possono accontentare tutti.
Per questi motivi, arriva la decisione di dedicare un libro intero all’esamina accurata e minuziosa dei testi di tutte le canzoni ufficiali degli Iron Maiden, affrontata logicamente in ordine cronologico, disco dopo disco. Children Of The Damned non è di certo e solo un libro in cui troverete le liriche dei brani e le loro traduzioni, ma ogni brano viene contestualizzato a seconda del suo autore e del processo di maturità di un gruppo che è cresciuto sia musicalmente che a livello di profondità dei contenuti. Troverete tutte le storie dietro a canzoni spesso ispirati a fatti di storia reali, ma anche immersi nella fantasia epica, oppure nella vita vera e in sofferenze umane che, poi sono diventate inni per il pubblico.
Dalla semplicità ribelle dei primi testi, ispirati dal punk come nei pochi ma preziosi versi creati da Paul Di’Anno, alla raffinatezza compositiva e intellettuale di Bruce Dickinson, per arrivare alla penna di un Steve Harris che spesso ha utilizzato proprio le canzoni del suo gruppo per esprimere le sue emozioni, spesso così difficili da rivelare apertamente in interviste o pubblicamente.
Di certo, la materia interessante è tanta e molteplici sono le narrazioni che si nascondono dietro a strofe e ritornelli molto celebri e anche in quelli meno celebrati e conosciuti. Stefano Cerati si muove nel mezzo di questa ambientazione con abilità estrema, raccontandoci sia i contenuti che i segreti celati nella composizione stessa nei testi, realizzando dunque un’opera assolutamente indispensabile per tutti i veri fan degli Iron Maiden, della storia dell’Heavy Metal e anche per i semplici curiosi che valutano questo genere come superficiale o banale. Qui non troverete nulla di questo.
JUDGEMENT OF HEAVEN (Steve Harris)
A lonely cry for help reaching out
For help to anyone
A silent prayer to God
To help you on your way
I’ve been depressed so long
It’s hard to remember
When I was happy
I’ve felt like suicide
A dozen times or more
But that’s the easy way,
That’s the selfish way
The hardest part is
To get on with your life.
Un grido solitario per chiedere aiuto
L’aiuto di chiunque
Una preghiera silenziosa a Dio
Perché ti aiuti lungo la tua strada
Sono stato depresso così a lungo
Che è difficile ricordare
Quando sono stato felice
Ho pensato al suicidio
Una dozzina di volte o più
Ma questo è il modo più semplice,
È il modo egoista
La parte più difficile è
Andare avanti con la tua vita.

