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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
28/09/2026
Live Report
Lowertown, 25/09/2026, Arci Bellezza, Milano
Tra fragilità lo-fi e slanci di energia, i Lowertown trasformano il concerto in un'esperienza condivisa: pochi schermi, molta presenza e un senso di comunità sempre più raro da trovare sotto un palco.

L’ARCI Bellezza sembra sempre un luogo collocato al di fuori dal tempo e dalla frenesia di Milano, una volta attraversato il tunnel e presentata la tessera ARCI, il rumore della città si affievolisce, si sentono il chiacchiericcio delle persone sedute a cenare e la musica ovattata che proviene dall’ampia sala da concerto. È un luogo in cui pare possibile recuperare una dimensione conviviale e di comunità, sempre più rara in questa città, specialmente durante la fashion week.

Ed è proprio all’ARCI Bellezza che in questo fresco venerdì di fine settembre i Lowertown (duo originario di Atlanta composto da Olivia Osby e Ashva Weinberg) si preparano per il loro primo concerto in Italia, nell’ambito del loro primo tour Europeo da headliner di promozione al loro ultimo album Ugly Duckling Union uscito nell’estate del 2026. Come ci hanno raccontato durante la breve intervista che ci hanno rilasciato prima del concerto (clicca qui per leggerla!), la sera prima hanno dovuto annullare l’esibizione in programma allo Spazio211 di Torino, per motivi di salute di Olivia – che per tutta la durata del concerto sorseggerà tè caldo per salvaguardare la propria voce.

Il live è in programma in seconda serata, e si tiene nella Palestra Visconti dell’ARCI Bellezza, uno spazio ricavato nel seminterrato del locale, e che anni addietro era una vera palestra di boxe, mentre nella sala principale dell’ARCI Bellezza si stanno esibendo i Dik Dik. La scelta di questo spazio, con i muri un po’ scrostati e un tasso di umidità ragguardevole, contribuisce a creare un’atmosfera underground e lo-fi, che richiama il mood della proposta musicale dei Lowertown.

 

Il compito di aprire la serata è affidato a Greta Grida, giovane cantante milanese accompagnata da tre musicisti, tra cui il fratello alla batteria, che confeziona un set di circa 30 minuti in cui propone il suo punk rock energico e melodico, mettendo in mostra una presenza scenica convincente e una manciata di brani capaci di lasciare un'ottima impressione sul pubblico presente, senza nascondere l’emozione di suonare in uno dei più importanti locali della città, a supporto di una delle band più interessanti degli ultimi anni.

 

Alle 22:50 salgono sul palco i Lowertown: i due cantanti e chitarristi Ashva Weinberg e Olivia Asby sono accompagnati da due musicisti di supporto al basso e alla batteria. Il palco viene allestito da loro stessi, fedeli all’ideale DIY che ha caratterizzato la lavorazione del loro ultimo album, e si presenta spoglio, con alcune semplici visual oltre all’impianto luci del locale.

Complice la dimensione raccolta del locale e un pubblico numeroso ma lontano dal sold out, l'atmosfera si preannuncia intima, in linea con le sfumature semi-acustiche dell'ultimo album. Un'impressione confermata fin dalle prime note di chitarra acustica di "Some Things Never End": il brano che chiude il disco viene infatti scelto, come apertura del concerto. Al contrario, già dal secondo, "Worst Friend", l’atmosfera si fa decisamente più elettrica e movimentata. Il concerto prosegue pescando brani sia dal più recente Ugly Duckling Union ma anche dal primo album I Love to Lie del 2022 e dall’EP The Gaping Mouth del 2021, proponendo in poco più di un’ora i brani più interessanti e rappresentativi della discografia dei Lowertown. A ricevere il maggior riscontro dal pubblico saranno "Bucktooth", "Big Thumb", "Mutts" e soprattutto le conclusive "Best Person You Know" e "The Gaping Mouth", su cui si scatenerà un inaspettato mosh pit tra il pubblico.

 

I Lowertown appaiono molto a loro agio sul palco e nell’interazione con il pubblico; fin da subito emerge con chiarezza uno degli aspetti più interessanti della band: l'alchimia tra Olivia Osby e Avsha Weinberg. Sul palco i due incarnano energie quasi opposte, ma è proprio da questa tensione che prende forma gran parte della forza del concerto. È però Olivia Osby a catalizzare inevitabilmente l’attenzione. Tra la chioma biondo platino e un colbacco decisamente fuori stagione, domina il palco con una presenza magnetica. Fin dalle prime battute scherza con il pubblico, promettendo che entro la fine del concerto sarà diventata la migliore amica di tutti, alternando battute e danze quasi mistiche che contribuiscono a rendere la performance ancora più coinvolgente. Più defilato ma altrettanto essenziale è Avsha Weinberg. Alto, magrissimo, capelli scuri e sguardo introverso, sembra preferire lasciare che sia la sua chitarra a parlare. Eppure, la sua presenza è tutt’altro che marginale, soprattutto nei momenti in cui la sua voce più profonda si intreccia con quella di Olivia. È lì che emerge una delle caratteristiche più riuscite dei Lowertown, ben rappresentata da brani come "Worst Friend" e "Big Thumb", dove i due registri vocali si completano a vicenda creando una tensione tanto delicata quanto efficace.

Menzione speciale alla performance strumentale della band, con in evidenza le doti chitarristiche di Olivia e Ashva, semplici ma efficaci e mai banali, alternandosi tra arpeggi alla chitarra acustica e sferzate elettriche, creando un suono acido e graffiante, che si rifà molto alla scena garage rock e garage punk di New York, tra le loro principali influenze.

 

Se i Lowertown hanno costruito la propria identità attorno a un'estetica volutamente lo-fi e sgangherata, dal vivo riescono a darle una forza e un'immediatezza che vanno ben oltre la semplice riproduzione dei brani su disco. Le canzoni conservano tutta la loro fragilità, ma acquistano una carica emotiva capace di coinvolgere il pubblico dall'inizio alla fine. E il pubblico, infatti, risponde presente: canta, si avvicina al palco, segue ogni sfumatura della performance senza mai trasformare il concerto in un accumulo di schermi illuminati. In un'epoca in cui ogni momento sembra dover essere documentato, colpisce vedere così pochi telefoni alzati e così tante persone davvero immerse in ciò che sta accadendo davanti a loro.

È forse questo l'aspetto che rimane più impresso una volta riaccese le luci del locale. Non tanto la perfezione dell'esecuzione o il singolo brano da ricordare, quanto il senso di comunità che si crea per poco più di un'ora attorno alle canzoni di Olivia Osby e Avsha Weinberg. Una piccola bolla fatta di partecipazione, appartenenza e connessioni sincere, in cui artisti e pubblico sembrano condividere lo stesso spazio senza particolari barriere. E per una band come i Lowertown, che ha sempre fatto dell'autenticità il proprio tratto distintivo, difficilmente si potrebbe immaginare un finale più appropriato.

 

SET LIST

  • Some Things Never End
  • Worst Friend
  • Debris
  • I Love You a Lot
  • (I Like to Play With) Mutts
  • Bigthumb
  • Antibiotics
  • Bucktooth
  • Best Person You Know
  • The Gaping Mouth

 

 

Le fotografie della serata, a cura di Emanuele Esposito

Lowertown

 

Greta Grida

 

Se vuoi ripostare queste fotografie di Emanuele Esposito, tagga @emaxfotografia