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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
31/01/2026
Live Report
Pollio, 30/01/2026, Arci Bellezza, Milano
Pollio rincontra il proprio pubblico e grida al mondo che esiste ancora. La festa per la pubblicazione di Dopo la bomba non poteva essere più ricca di adrenalina ed emozione e il concerto che Pollio e i suoi sul palco regalano è più vibrante che mai.

Subito dopo l'esecuzione di “Incompiuta”, tiratissima e particolarmente sentita, pregna di quelle sonorità vagamente Alt Folk che i nuovi arrangiamenti della band stanno donando ai brani di Humus, Fabrizio Pollio e i musicisti con lui sul palco si fermano per qualche secondo. “Non è perché ho saltato – dice lui dal palco – ma è perché sono emozionato.” ammette candidamente.

Più che comprensibile, in effetti: l'Arci Bellezza è zeppo di fan, questa sera si celebra l'uscita di Dopo la bomba, il primo disco di Pollio dopo dieci anni, e questo è il primo concerto dedicato al proprio repertorio, da tanto, tantissimo tempo.

Non è stato fermo, Fabrizio Pollio: ha portato in giro in tutta Italia il suo De André 2.0, oltre ai soliti appuntamenti con la Nazionale Artisti Tv; nel frattempo ha messo su casa ed è diventato papà. Tutte cose che mi ha raccontato nell'intervista pubblicata settimana scorsa e che potete leggere comodamente da voi.

Il progetto solista, dunque, era stato accantonato ma le canzoni nascevano, era solo questione di trovare il momento giusto. Alla fine, grazie a Via Audio (che lavora con l'artista sin dai tempi degli Io?Drama) e a Bellezza Records, il disco ha visto la luce; ed è un gran bel disco, che mette in mostra una vena creativa per nulla appesantita dagli anni di pausa, una penna ispirata come al momento in Italia ce ne sono poche.

Recuperare il tempo perduto non sarà semplice, ma stasera i segnali sono incoraggianti: le ovazioni iniziano sin dal suo semplice comparire sul palco, il ritornello di “Equatore”, che apre il concerto un po' in sordina, è subito cantato a squarciagola da tutti, la successiva “Angelus”, riletta come una cavalcata anthemica dal suono pieno ed elegante, scatena gli entusiasmi ed il singalong si fa rumorosissimo. Naturale, dunque, che ci si possa sentire emozionati.

 

Questa sera si festeggia, si rincontra il proprio il pubblico e si grida al mondo che si esiste ancora: “Esistere è resistere”, cantava nel 2010 in uno dei più bei pezzi degli Io?Drama e oggi, che la band ha lasciato posto definitivamente all'avventura solista, rimane un messaggio più attuale che mai.

Si tratta anche di un momento da condividere con gli amici di sempre, a partire dalla band che è con lui sul palco, composta da musicisti con cui collabora da tempo, persone grazie alle quali è passato indenne dal periodo della pandemia, superandolo per arrivare ad una nuova versione di se stesso, come canta in “Solo una fase”, brano di apertura del nuovo disco e scritta proprio in quegli anni difficili.

Alla batteria c'è Fabio Giussani, che aveva già suonato su alcune tracce di Humus ma che, se non vado errato, non aveva mai suonato dal vivo con lui. Al basso Davide Papa, già negli Io?Drama, come anche il chitarrista Giuseppe Magnelli, che tuttavia ha accompagnato Fabrizio anche dopo, sia in studio che dal vivo, in tutti i concerti acustici e nel progetto De André 2.0. Infine, a pianoforte e tastiere, Iacopo Sam Federici, parte del duo di produttori FETBASTARDS assieme a Jacopo Pinna, che però risiede da tempo negli Stati Uniti. Per loro Fabri spende parole bellissime, consapevole di come siano stati fondamentali nel plasmare l'impronta sonora di Dopo la bomba.

Insieme formano un collettivo potente e rodato, il suono non è mai stato così pieno, ogni brano gira a ritmi altissimi e l'energia è tanta, anche per l'adrenalina generata dalla comprensibile emozione, un qualcosa che si tocca con mano e che rende questo concerto più vibrante che mai.

 

La scaletta è giustamente incentrata sul repertorio solista: sia Humus che Dopo la bomba vengono suonati per intero, ed entrambi i dischi godono di parziali riarrangiamenti, che rendono i singoli episodi ancora più efficaci: interessante soprattutto “Nessun dogma”, deprivata totalmente degli elementi EDM della versione originale, e con la prima strofa che viene eseguita piano e voce, a creare un bell'effetto, quando nella seconda parte entra la band e il ritmo si alza.

“Igloo” presenta un'intro inedita ed in generale viene affrontata con un approccio più energico, che la rende molto migliore della versione in studio; “La percentuale” gioca molto sui piani e i forti, con un finale strumentale molto intenso e coinvolgente. E poi una sempre magnifica “Sospesa”, la cui splendida melodia vocale viene evidenziata da un'essenziale resa piano e voce.

Ci sono anche tre ospiti, scelti sempre col criterio di cui sopra, tra quelle persone con cui più ha condiviso la vita, in questi anni così difficili: Lamo impreziosisce con le sue seconde voci “La comparsa” (non a caso una canzone che affronta, in maniera ironica ma anche piuttosto cinica, il rapporto tra vita vera e vita immaginata e virtuale) e la successiva “Quando ero vecchio”; Garrincha suona il basso su “Il figlio malpensante”, come del resto aveva già fatto nella registrazione ufficiale. Da ultimo, Eman duetta su “Le vite degli altri”, più che mai attuale, in un'epoca di Social Network molto più invasivi di quanto non fossero dieci anni fa.

 

Gli Io?Drama questa sera non hanno granché spazio ed è più che comprensibile. La gente chiede a gran voce “Auto Aut Aut” ma arriva invece “Nel naufragio”, rilettura inedita col pianoforte protagonista e un'intensità interpretativa da lasciare senza fiato. In sala la cantano tutta, parola per parola (cosa che per altro è stata fatta per ogni singola canzone proposta, comprese quelle nuove, già perfettamente metabolizzate) e in giro si notano diverse facce commosse.

In chiusura, prima di un immancabile bis in cui è stata risuonata “Equatore”, arrivano hit come “Oggi è domenica” e “Generico”, oltre ad un'efficace “Canzone” di Lucio Dalla, un po' più “rock” nell'interpretazione, un piacevole stop and go prima del ritornello, ed in generale un'ottima maniera per terminare un'esibizione davvero emozionante, oltre che priva di sbavature sul piano squisitamente tecnico.

Un primo passo è stato fatto: si tratta ora di capire se ci saranno le condizioni per un tour vero e proprio e, particolare non da poco, se davvero non passeranno di nuovo così tanti anni prima di avere un nuovo disco. Nel frattempo però Pollio è tornato e noi siamo contentissimi.