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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
09/02/2026
Spigolature
Tempo di recupero
Spigolatura è la ricerca minuziosa di cose rimaste in giro, qua e là, che meritano di essere raccolte e non disperse. La rubrica di recensioni minimali curata dal nostro Stefano Nicastro. Il decimo capitolo è dedicato alle segnalazioni di quanto uscito a dicembre su etichette non major, in modo da permettervi di recuperare piccole chicche che forse vi siete persi.

Spigolatura, forma derivata dal predicato verbale spigolare, ovvero la ricerca nel campo, dopo la mietitura, delle spighe non raccolte; in senso figurato: la ricerca minuziosa di cose rimaste in giro, qua e là, che meritano di essere raccolte e non disperse.

Una rubrica dove potrete trovare non dei dischi minori, ma dischi che per svariati motivi, ritardo nella scoperta, passa parola un pochino lungo, poco tempo a disposizione, formati di pubblicazione inusuali (7 o 10 pollici, formato negletto ma bellissimo), passione scoppiata in ritardo, e via dicendo, non hanno trovato lo spazio che avrebbero comunque meritato al momento della pubblicazione.

Una recensione minimale, tre, quattro, paragrafi in tutto, per, come dicono gli inglesi, racchiudere in una nutshell il mood della release e solleticare una curiosità nel lettore.

Il presente numero lo titoleremo tempo di recupero in quanto va a segnalare delle produzioni uscite nel mese di dicembre che, per le uscite discografiche non major, diventa un poco penalizzante e, per l’appunto, eccoci qui a recuperarle.

 

 

Neo Classical

 

Giambattista Fedrici

Piano Stories

2025 (Infinity Records)

Piano Stories è composto da quattordici brani, ciascuno concepito come un capitolo autonomo ma, al contempo, il loro dipanarsi crea un continuum sonoro.

I temi di natura universale (distanza, interiorità, amore, l’essere presenti) trovano espressione mediante composizioni di natura minimalista, nell’alveo del cosiddetto Neo-Classical, ovvero di quella che può oramai definirsi “classica-pop”: una sorta di intersezione tra suggestioni classiche e immediatezza pop.

Tra i brani una nota di merito per “Inquetitudini e campi di papaveri”, “Due fidanzati negli anni 60” e i “Ritocchi dell’anima”.

Il pianoforte, come moltissime delle produzioni del genere in oggetto, è il centro assoluto, ma in alcuni brani, come “Perdutamente”, la presenza soffusa dell’elettronica, come indicato nella presentazione del disco, genera un effetto additivo una sorte di “margine di incertezza che accompagna l’ascoltatore in una variazione di densità che modifica la percezione del tempo e lascia emergere una zona meno definita dell’immaginario sonoro”.

 

 

 

Garage punk

 

The Violet Mindfield

From The Gutter With Love

2025 (Rogue Disques)

Oramai chi mi legge conosce la Rogue Disques, ciò che è stupefacente di questa piccola etichetta francese, esclusivamente dedicata alla stampa di 45 giri, è il livello altissimo delle uscite e degli artisti coinvolti.

The Violet Mindfield sono una rock band composta da cinque membri, originaria del Sud della California, di cui abbiamo già parlato in sede di recensione del loro album del 2025, Distorted Portrait (Outro Records) in una precedente spigolatura.

Nel corso di un decennio la band ha sviluppato un sound che riflette le loro radici californiane così come il loro amore per tutto ciò che riguarda gli anni Sessanta.

Il loro sound, che affonda nelle radici garage della West Coast, nel tempo si è contaminato col freakbeat inglese, e col R&B più “ruvido” (vedasi il brano "Somethin’, Somethin’").

Il repertorio del combo viene presentato in questo 7 pollici, in realtà un vero e proprio EP, stante la presenza di quattro brani, due per lato.

Per il sottoscritto il migliore del lotto è la canzone che dà il titolo all’EP che potrete ascoltare nel link qui sotto.

 

 

 

Rock & Roll Legacy

 

Faz Waltz

Strike Ten

2025 (Head Perfume Rec, Melody Bunker)

Il rock&roll nacque sul finire degli anni Cinquanta grazie (anche) a una serie di pianisti, tra cui Fats Domino, Jerry Lee Lewis, Little Richard che iniettarono nel boogie-woogie una dose massiccia di “groove”.

I Faz Waltz, nel loro percorso musicale a ritroso dalle prime produzioni votate al rock anni Settanta, ammantato di glam, giungono alle radici del rock quando tutto nacque.

Tra pezzi indiavolati alla Jerry Lee Lewis, e ballate stile crooner come “Full Moon Serenate”, nell’album vengono squadernate le sonorità che alimentarono la nascita del rock.

Siamo dei passatisti? Forse sì, ma ascoltate la track che segue e poi ne riparliamo.

 

 

Orange and Mountains

Pareti

2025 (Polysonica)

Tornano i ragazzi di Polysonica, di cui ho già parlato in altre pagine di Loudd, con un altro gruppo che ben rappresenta il lato più elettronico-ambient delle produzioni della label dislocata tra Tivoli e Londra.

Pareti dipana un percorso che si muove tra ambient meditativo, ritmi techno e influenze post-rock, con incursioni vocali e texture sperimentali che riflettono una ricerca più istintiva e personale.

Tra i sette brani si passa spiccano "Via Appia Antica", tra glitch e fondali ambient, per passare a "Baltic Pine", in cui il basso elettrico aggiunge profondità al paesaggio sonoro ed infine all’ultimo pezzo, "Timur", degna conclusione del lavoro, dove tra riverberi iniziali alla Cocteau Twins, si insinua una pulsazione ritmica che diventa una sorta di IDM contemporanea.

 

 

 

Post Rock

 

Uno&Mezzo

Anime Intossicate

2025 (Overdub Recordings)

Ci vuole della vera incoscienza a registrare un album in cui tutte le tracce hanno durata di circa un minuto e mezzo ciascuna.

Il duo evidentemente non si pone soverchi problemi a presentare un’opera del genere (ma mi domando se sia possibile proporre un set live di così breve durata).

Ogni pezzo porta il nome di una sostanza tossica; elementi letali che vengono simbolicamente associati a ciò che intossica l’anima dell’uomo contemporaneo.

Nel flyer il sound della band viene descritto come “post rock oscuro e ipnotico, attraversato da venature elettroniche retrò” che trova conferma nell’ascolto.

Mi viene in mente una compilation totally weird realizzata nel 1980 da Morgan Fisher, Miniatures dove venivano raccolti in un unico vinile ben 51 tracce.

Non lasciatevi ingannare dalla minimale durata, non ve ne pentirete.