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SPEAKER'S CORNERA RUOTA LIBERA
12/02/2026
Live Report
Wednesday, 11/02/2026, Arci Bellezza, Milano
I Wednesday riempiono il Bellezza nella loro prima data italiana, che si preannuncia come solo la prima di molte altre, vista la risposta del pubblico. Vi raccontiamo la serata, così che anche chi non c'era potrà far quasi finta di esserci stato.

I Wednesday in Italia non ci erano mai venuti, come anche ricordato da loro stessi durante il concerto. Mi era capitato di vederli nel 2023 al Primavera Sound, freschi autori dell'ottimo Rat Saw Gold, il disco che più dei precedenti aveva contribuito a metterli al centro delle attenzioni di pubblico e addetti ai lavori.

Lo scorso settembre è uscito Bleeds, quinta fatica per la band di Asheville, North Carolina, e i riscontri sono stati se possibile migliori: Karly Hartzman ha affinato la sua scrittura e ha confezionato una serie di canzoni perfettamente rispondenti al canone dell'Indie degli anni Zero, chitarre graffianti e melodie agrodolci, non senza un certo sguardo a quel Country Rock che negli ultimi tempi sempre più artisti americani hanno preso come punto di riferimento per imbastire la propria ricetta musicale.

Il risultato è che, in un momento storico in cui un certo tipo di proposta sta per certi versi tornando di moda (probabilmente anche grazie al successo della reunion dei Pavement, con relativo documentario) i Wednesday si stanno imponendo come una delle migliori realtà del panorama indipendente.

 

È un Arci Bellezza completamente sold out quello che accoglie entusiasticamente il quintetto nel momento del suo ingresso on stage, che avviene simpaticamente sulle note de “L'appuntamento” di Ornella Vanoni. Purtroppo Mj Lenderman non è della partita, ma lo si sapeva da tempo: il chitarrista ha suonato sul disco ma poi, complice l'ascesa incredibile della sua carriera solista (il suo Manning Fireworks è finito in quasi tutte le classifiche del 2024 e ha suonato dappertutto tranne che da noi) aveva già deciso che non si sarebbe unito ai compagni. Al suo posto, alla chitarra solista, troviamo Jake Pugh, che sta coprendo per lui in queste ultime tranche di concerti.

Partenza energica, con la nuova “Reality TV Argument Bleeds”, con le chitarre che graffiano e Karly che canta con piglio deciso, anche se con un po' di cedimento nella voce (più tardi ci dirà che è malata ma per fortuna la sua performance non ne risentirà più di tanto).

Dal vivo il gruppo è proverbialmente più aggressivo e rumoroso rispetto alla versione in studio, complice un'interpretazione più ruvida delle melodie (la stessa Karly preferisce molto di più urlare e sporcare la voce) ed una spinta maggiore della sezione ritmica, anche se poi la Pedal Steel di Xandy Chelmis offre sufficiente respiro, unitamente ai fraseggi di Pugh, sempre molto preziosi.

 

La scaletta è pesantemente incentrata su Bleeds, ma nella prima parte, decisamente aggressiva e caratterizzata da incisive improvvisazioni sui finali, ascoltiamo ottime versioni delle più datate “Got Shocked”, “Fate Is...” ed una “Hot Rotten Grass Smell” che come sempre combina concisione e potenza, che vanno a combinarsi con le ottime “Wound Up Here” e “Candy Breath”, senza dubbio tra gli episodi migliori dell'ultimo disco.

Il Bellezza è totalmente imballato e il pubblico, dall'età media più elevata di quello che mi sarei aspettato, risponde con un entusiasmo trascinante alle varie esecuzioni, tanto che il gruppo stesso se ne mostra sorpreso.

Affascinante l'incursione nel Country di “Phish Pepsi”, mentre “Formula One”, ormai divenuta punto fermo dei live, si dimostra una delle loro migliori ballate.

 

La seconda parte è tutta dedicata al nuovo disco: “Pick Up That Knife” è dimessa e struggente, mentre con “Gary's II” e “The Way Love Goes” riprendono a picchiare duro, provocando anche un bel macello nelle prime file, con la quota più giovane dei presenti che si lancia in un pogo liberatorio.

Molto bella anche “Elderberry Wine”, uno di quei pezzi in cui Hartzman ha dimostrato di essere una songwriter di livello assoluto; e poi “Townies”, gioiosa cavalcata che sarà anche una delle più partecipate del set.

Nel finale annunciano che non faranno bis perché “le ultime due canzoni sono talmente intense che arrivo senza fiato” dice Karly alquanto divertita. Dopodiché spende due parole sul caso Epstein, tornato di attualità nelle ultime settimane, per raccontare che hanno scoperto che una persona legata (in che modo non si è capito) più o meno direttamente alla loro agenzia di booking è presente nei file incriminati, e per questo motivo starebbero pensando di prendere le distanze da essa (“Oltretutto questo soggetto – ha aggiunto – è dentro il comitato delle Olimpiadi di Los Angeles, per cui credo che in questi giorni sia qui in città...”. E immaginatevi la reazione della gente).

Con queste premesse, “Bull Believer” si rivela una vera potenza, con un finale lungo, rumoroso e sgraziato, dove le urla lancinanti della cantante sembrano esprimere tutta la frustrazione per come sta andando il mondo. A chiudere il tutto, la brevissima scarica sonora di “Wasp”, in odore di Hardcore, il modo migliore per chiudere un concerto breve ma intenso e tecnicamente ineccepibile.

L'auspicio è che i Wednesday, ora che anche nel nostro paese sembrano aver fatto il botto, possano tornare il più presto possibile (per il momento sono già stati confermati ad Ypsigrock il prossimo agosto, poi si vedrà).