Dopo il monumentale Call To Arms And Angels del 2022, gli Archive tornano con Glass Minds, un disco che mantiene quello straordinario livello di ispirazione, pur con un approccio più minimal e una maggiore accessibilità melodica.
Abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con Tommy Rogers, cantante e tastierista dei Between the Buried and Me. Tra riflessioni su tempo, ispirazione e quella costante tensione tra tecnica e melodia che definisce il loro sound, emerge il ritratto di una band ancora affamata, curiosa e lontana da qualsiasi comfort zone. Ecco cosa ci ha raccontato.
Quello dei Chalk è uno degli esordi più attesi dell’anno, un disco decisamente accattivante. Pure troppo.
La musicista romana torna dopo qualche anno con un disco misterioso e rituale, una suite in quattro movimenti il cui titolo risulta una crasi (o una sorta di ossimoro?) tra il serpente sacro (Naga) e Lithos, pietra filosofale. Un sound denso e nel frattempo numinoso, l’ultima maniera di fare musica in questi tempi sempre più apocalittici?
L’espressione rock più passionale di Trieste, dove le influenze culturali e gli stili si mescolano, arriva con il nuovo lavoro dei Caspio, Cosa resterà di noi, un disco alternative rock italiano che mette a nudo fragilità e desideri, illusioni e prese di coscienza in maniera viscerale. In coda, un'intervista alla band.
I Brigitte Calls Me Baby portano sul palco del Magnolia il loro sophomore e i brani dell'esordio senza soluzione di continuità per 55 minuti tiratissimi, dove la performance vocale di Wes Leavins è il fulcro dello spettacolo e la band costruisce con sapienza un tessuto sonoro compatto. L'entusiasmo del pubblico conferma il successo della formula.
I fratelli Robinson marcano a fuoco il sophomore della rinascita con un pugno di canzoni rock'n'roll sporche, selvagge e vibranti.
Con Una battaglia dopo l’altra, Paul Thomas Anderson ritrae l’America e le sue derive, muovendosi tra politica, sprazzi grotteschi e sentimento. Ne viene fuori un racconto irregolare e stratificato, dove il caos del presente si intreccia a una riflessione più ampia sul tempo, sugli ideali e su ciò che ne resta.
Il 2008 è certamente un anno da ricordare per l’indimenticabile B.B. King, grazie alla pubblicazione di One Kind Favor. La produzione vintage di T-Bone Burnett e artisti geniali quali Dr.John, Nathan East e Jim Keltner riportano il re del blues alla sua forma migliore.
"Spoonman", una delle canzoni simbolo del best seller Superunknown, ha come protagonista Artis, uno straodinario artista di strada che, anni prima, aveva suonato anche con Frank Zappa.
Stasera tutti a casa di Mitski (sempre che venga ad aprirci).
La prova degli Sprints, dinnanzi ad un Bellezza per l'ennesima volta sold out, è precisa e potente, con una personalità perfettamente delineata. Siamo solo a marzo, ma si candida già come uno tra i concerti più belli dell'anno.
Dopo quasi tre decenni di carriera, i New Found Glory tornano con Listen Up!, un disco che unisce l’istinto pop degli ultimi lavori con le influenze hardcore delle origini. Nato in un periodo particolarmente delicato per il chitarrista Chad Gilbert, è un album sorprendentemente luminoso, che trasforma la fragilità e la nostalgia in pura energia pop punk.
Dopo tre anni di silenzio i Sick Tamburo tornano con Dementia, un disco che entra nella “non mente”: un luogo instabile dove la normalità dura un attimo, poi arrivano scosse, confusione e paura. Tra lampi di lucidità e nuove inquietudini, la band friulana costruisce un paesaggio fratturato in cui i pensieri si spezzano, ma tra le crepe affiora ancora un bagliore di speranza.
I Deadletter regalano ai fan accorsi al Bellezza uno show potentissimo e abrasivo, confermando una carica propulsiva che li porterà certamente a breve verso venue ancora più ampie. In apertura il convincente live dei Vikowski.
Una intera legione proveniente dalla decima dell'EUR romano invade l'iconico "Germi" milanese. Fonde la sua allegria con quella del posto e riporta in dono il rock senza compromessi delle giovanissime Dlemma (più un "Dlemmo", si legge con la "i" invisibile). C'è un album di debutto da lanciare e un lungo e interessante esame di maturità da sostenere e noi di Loudd, filiale de Roma Sudd, siamo la commissione. Che pppalle, prof!
Dopo uno iato di dieci anni, gli olandesi Textures riprendono in mano il bandolo della loro storia, attraverso otto canzoni che stemperano adrenalina e aggressività con un approccio più melodico e cinematografico.
Dopo aver perfezionato la propria formula con The Great Dismal, i Nothing cambiano prospettiva. A Short History of Decay è un disco più fragile, intimo e melodico del solito, dove il rumore lascia spazio alla riflessione sul tempo che passa.
Con la preziosa Time Machine di Re-Loudd ci catapultiamo nel 2007: lo storico vocalist e batterista di The Band pubblica Dirt Farmer, uno splendido lavoro inciso con la figlia Amy e Larry Campbell.
Attraverso la figura di un Presidente della Repubblica sospeso tra responsabilità pubbliche e memorie personali, Sorrentino indaga con ironia e profondità il peso delle decisioni e il fragile equilibrio tra coscienza, potere e tempo che passa.
La storia di "Night Moves", la canzone che trasformò Bob Seger da musicista di nicchia a fenomeno rock nazionale.
Ogni tanto bisogna tornare sul luogo del delitto. E i Marlene Kuntz ci tornano volentieri riproponendo dal vivo il loro secondo disco, Il Vile, un viaggio nei meandri dell’animo umano e nel loro sound degli inizi.
L’internazionale dell’etno funk ha celebrato il suo rito live nella sala gremita del Monk: un crescendo di emozioni culminato con tre bis e concluso solo per vincoli di legge. Bagno di folla per la band che ben supera, nel tripudio generale, la presentazione dei nuovi brani di Behind the eyes, l’ultimo lavoro del trio. In coda le pazzesche fotografie di Matteo Nasi.
Quello di Olivia Santimone è un esordio da non lasciarsi scappare per nessun motivo. Per chiunque si lamenti della crisi della musica italiana e della sua mediocrità, Ciclopedonale potrebbe essere la risposta: è un primo album, ma è una bomba.
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LEGGIAbbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con Tommy Rogers, cantante e tastierista dei Between the Buried and Me. Tra riflessioni su tempo, ispirazione e quella costante tensione tra tecnica e melodia che definisce il loro sound, emerge il ritratto di una band ancora affamata, curiosa e lontana da qualsiasi comfort zone. Ecco cosa ci ha raccontato.
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