Giorgio Poi è probabilmente il miglior cantautore italiano degli ultimi dieci anni e finalmente il suo talento è riconosciuto da così tante persone da realizzare una leg del tour in posti decisamente più grandi. Nella serata all'Alcatraz una performance intensissima, una band in stato di grazia e un pubblico caldissimo e partecipe. A voi il racconto della serata.
Il meglio dell’indie contemporaneo tra i solchi di una nuova compilation di inediti e cover a supporto di War Child.
Tutto il sapore del blues di Chicago in Skin Deep di Buddy Guy, un disco emozionante e ruvido, impreziosito da partnership illustri.
Un romanzo cupo, cinico e doloroso, con cui Rapp racconta la disgregazione della famiglia e l'ostilità di una società, come quella americana, intrinsecamente violenta.
M – Il mostro di Düsseldorf è uno dei passaggi chiave nella storia del cinema sonoro, nonché uno dei film più lucidi e inquietanti di Fritz Lang. Sfruttando in modo pionieristico il suono nel fuori campo, il regista costruisce un’opera tesa e moderna che riflette sulle paure collettive, sulla giustizia e sull’ombra del male.
Uno dei brani più famosi di Bryan Adams, una canzone malinconica che guarda con nostalgia ai giorni perduti della giovinezza.
Gli svedesi Hallas plasmano la più classica materia progressive con prospettiva moderna e audacia sperimentale, rilasciando cinque canzoni di straniante e affabulante bellezza.
Undici brani, mezz’ora di tensione elettrica e nessuna voglia di compiacere: il post-punk metropolitano dei The Fake Friends fa centro al primo ascolto.
Sam Beam e i suoi Iron&Wine hanno pubblicato il nuovo Hen's Teeth e noi non potevamo farci scappare l'occasione di parlarne direttamente con Sam, per farci raccontare qualcosa di più della sua genesi e fargli promettere che tornerà a suonare in Italia.
Hen's Teeth è, nelle parole del suo autore, un disco “impossibile”. State a vedere che il disco che non avrebbe dovuto esistere andrà invece a collocarsi tra gli episodi più credibili della discografia di Iron & Wine.
Gli Scorpions tornano a casa, ad Hannover, con un live che celebra i sessant'anni di attività di fronte a un pubblico traboccante di sincero affetto.
Dall’underground alle arene, l’hardcore non è mai stato così sulla bocca di tutti come oggi. Con Cold 2 the Touch, gli Angel Du$t firmano il loro disco più feroce e consapevole: un album che fa i conti con la storia della band e riafferma, senza compromessi, che un certo tipo di musica aggressiva può essere ancora una necessità e non solo una moda.
Da Hendrix a Prince passando per brani originali: la regina del funk Chaka Khan non sbaglia un colpo in questo disco del 2007 da riassaporare pian piano, per coglierne tutte le sfaccettature.
Narcadian è il nuovo progetto di Luca Cima, direttamente dalle colline di Pennabilli. Trip Hop, Industrial e strizzata d'occhio agli anni Novanta, per un suono e un atteggiamento sufficientemente “scomodi” per svecchiare una scena altrimenti sempre più avvitata su se stessa.
Il deserto, il mondo dei rave, una ricerca che si trasforma in attraversamento fisico e spirituale: Sirât mette in scena un viaggio estremo che scardina coordinate narrative e geografiche. Tra tensione, sospensione e abbagliante potenza visiva, il film si impone come un’esperienza radicale e difficilmente classificabile.
Uno dei gioielli tratti dalla colonna sonora di Saturday Night Fever fu oggetto, anni dopo la pubblicazione, di un'agguerrita disputa legale.
Gli Harakiri for the Sky, accompagnati dai notevoli SVNTH, con il loro post-black-psych-gaze portano in scena una liturgia fatta di rituali inquieti e viaggi al limitare del maelstrom, ma da poter affrontare insieme per sconfiggere uniti ogni paura. A voi foto e racconto della serata.
Un live di una bellezza assoluta, da parte di una band che concepisce la musica come processo esecutivo puro, al di là di ogni ragionamento su generi, etichette e fruibilità. Vederli in azione è sempre un gran regalo. Il nostro racconto della serata al Biko con i Sirom.
Gli Altin Gün perdono la voce femminile ma non l’ispirazione artistica. Con un album-tributo al cantautore turco Neset Ertas, la band olandese rinsalda il legame con le proprie radici anatoliche.
Un concerto dei Divine Comedy è anche e soprattutto una grande lezione di songwriting e vedere oggi Neil Hannon e soci in un tale stato di grazia non può che essere di buon auspicio. Il nostro racconto della serata ai Magazzini Generali.
Con I Used to Go to This Bar i Joyce Manor fanno i conti con il tempo che passa senza cambiare pelle: brani fulminei, suono essenziale e una scrittura che resta sorprendentemente viva.
Pubblicato a sorpresa il 18 febbraio, Days Of Ash ci restituisce una band in palla, che sa ancora schierarsi politicamente e parlare al cuore della gente, grazie a cinque canzoni (e una poesia) decisamente belle.
L’Emilia ipnotica si è materializzata per due ore ininterrotte in una sala affollata di fan e curiosi, a celebrare quasi trent’anni di attività e l’uscita, lo scorso novembre, dell’ultimo album, Radiance Opposition, il loro decimo.
I Westside Cowboy fanno un Country Folk alternativo che definiscono “Britaicana” e, nonostante la giovane età, hanno già una sicurezza e una chiarezza di vedute tipica delle band più navigate. Questo loro secondo EP lo dimostra e non vediamo l'ora di vederli all'opera anche con un LP, oltre che con un tour da headliner.
L'ennesimo, inquietante e seducente album dei Puscifer, che mostra i nervi scoperti di una rabbiosa critica socio-politica e avvolge di oscurità undici canzoni dall'anima dark wave e post punk.
Ascolta i podcast di Radio Loudd e divertiti con le nostre trasmissioni a base di buonumore e tanta buona musica. Bastano due click per entrare nel nostro mondo. Enjoy!!!
LEGGIGiorgio Poi è probabilmente il miglior cantautore italiano degli ultimi dieci anni e finalmente il suo talento è riconosciuto da così tante persone da realizzare una leg del tour in posti decisamente più grandi. Nella serata all'Alcatraz una performance intensissima, una band in stato di grazia e un pubblico caldissimo e partecipe. A voi il racconto della serata.
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