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PREVIEW, EVENTI E COMUNICATICOMING SOON
‘Canzoni per tramonti e albe – al crepuscolo dell’Occidente
La Grazia Obliqua
2019  (X-Records)
NEWS POST-PUNK
all PREVIEW, EVENTI E COMUNICATI
08/04/2019
La Grazia Obliqua
‘Canzoni per tramonti e albe – al crepuscolo dell’Occidente
‘Canzoni per tramonti e albe – al crepuscolo dell’Occidente’ è una discesa nella crisi vista come decadenza, disorientamento e crollo dei valori, “ma non in chiave sociale o politica, il focus è sempre sull’uomo”. Disgregazione e perdita, ma anche possibilità di rinascita, perché dopo ogni crepuscolo c’è una nuova alba. Perché solo la bellezza ci può salvare, e ci salverà. Fuori il 15 aprile per X-Records.
di La Redazione

“La Grazia Obliqua è soprattutto un’immagine.

Un’immagine emotiva, legata in qualche modo

a una lettura dello spirito del tempo.”

Alessandro Bellotta

 

“Siamo sinceri e arroganti”

Gianluca Pinelli

Dopo l’omonimo e.p. d’esordio che nel 2017 ne aveva subito segnalati approccio musicale e immaginario, oggi La Grazia Obliqua pubblica ‘Canzoni per tramonti e albe – al crepuscolo dell’Occidente’, l’attesissimo primo album.

Radicata a 360° nel terreno dark-wave della Città Eterna e consolidatasi in esibizioni live ad alto impatto emotivo, La Grazia Obliqua arriva all’appuntamento sfuggendo a strette classificazioni di genere, con i 10 brani che oscillano tra suggestioni a tutta prima distanti tra loro. “Questo album l’abbiamo pensato per scoprirlo nel tempo, noi per primi. Dentro ci sono approcci musicali differenti, dall’elettronica alle ballad alla dark wave. Tutte cose che non si rinchiudono in un’unica gabbia”. Registrato al Ghostrack Studio di Roma, mixato e masterizzato da George Priniotakis agli Artracks Recording Studios di Atene e pubblicato da X-Records, il risultato è un unicum che mette a fuoco quell’identità di suono e immaginario divenute in breve tempo il marchio di fabbrica del gruppo.

A partire dall’ impatto di ombre e luci post EBM di ‘Kaos/Sempre’, il singolo che apre l’album, ovvero “una serie di fotogrammi del disagio che puoi provare ad esempio in piena luce sotto stress”. La struttura aperta del brano e le immagini evocate nel testo da quelle luci che “sono tutte spente / o avvitate male” scatenano lo stato d’animo nei flash quasi strobo del videoclip, in un otto volante in bilico tra impeto e abbandono, “quando tutte le scelte si rivelano sbagliate e si rifanno sempre gli stessi errori anche nelle storie d’amore, e niente va come dovrebbe andare”

Come fin dagli inizi, nell’album i temi si inseguono in italiano e inglese sul piano letterale e simbolico. ‘Genealogy’, già un classico del gruppo, è viaggio all’interno dell’ombra e incontro col passeggero oscuro che è in ognuno di noi: “Dorme nel ventre di questa notte / il volto, l’antico nemico / il mondo si spacca nel buio giardino / sei ghiaccio, sei gesto violento”.

È il preludio all’avvolgente spirale post-wave di ‘Velvet 1994-2000’, secondo emozionante singolo tratto dall’album, celebrazione della memoria del famoso omonimo locale dark/wave/goth a Roma dalla metà dei ’90 all’alba del nuovo millennio. Le immagini originali d’epoca del videoclip evocano l’atmosfera di quello che nella capitale resta “un luogo che è rimasto dentro molti, un qualcosa che nel suo momento magari non riuscivi a capire bene, ma che ritorna sempre nella testa”. Aggregazione e disgregazione: “Roma scura del 2000 / forse è l’ora di struccarti / metamorfosi opprimente / marcia muta del serpente”, in una scena dark dove le parole rincorrono “la malinconia per le cose che passano e che non hai più voglia di fare, mentre altre le vedi ancora con nostalgia, sono lì davanti e ci pensi ancora”.

 

  

Nata nel 2012 come collettivo musicale e artistico, La Grazia Obliqua prende forma nel laboratorio musicale del Ghostrack Studio a Roma. Il gruppo muove i primi passi in diversi progetti legati alla realtà del territorio: da contributi sonori e testuali dedicati a Pier Paolo Pasolini alla partecipazione a due edizioni dell’Eclettica Festival nel contesto del Forum Territoriale Permanente, fino alla rilettura dell’intero ‘The Velvet Underground & Nico’, cruciale album d’esordio della band warholiana. In breve tempo le basi della poetica sonora e concettuale del gruppo sfociano in un mix di ballate oscure elettroacustiche in cui l’approccio cantautorale vira verso toni darkwave.

Dopo una prima serie di esibizioni live, il gruppo si concentra sulla scrittura di composizioni originali. Il risultato è una serie di brani legati da un lato al suono dei gruppi degli albori della new wave e del gothic dei primi anni '80, dall’altro alla canzone d’autore. Il repertorio di inediti che ne scaturisce è frutto di un’alchimia di sonorità, eclettismo e assoluta libertà espressiva che caratterizzano La Grazia Obliqua immediatamente. Darkwave, ballate crepuscolari ed elettronica avvolgono una scrittura fitta di liriche introspettive incentrate su crisi, crollo dei valori, decadenza della civiltà occidentale e al tempo stesso ritorno alla Bellezza come dimensione etica, in una serie di visioni post wave dalla Città Eterna spinte all’estremo dell’intensità emotiva nelle performance dal vivo. 

Nel maggio 2017 La Grazia Obliqua pubblica l’omonimo e.p. d’esordio. Registrato al Ghostrack Studio a Roma e prodotto da X-Records, attira subito l’attenzione di fanzine, website e radio del circuito indipendente. “Questo mini album colpisce al cuore (...) / un saporito gusto apocalittico-decadente tra synths oscuri e ritmi electrodark (...) nella migliore tradizione darkwave elettronica” (DarkItalia); “(...) un groviglio di suoni più lenti e disorientati (...) / un appello che echeggia in un labirinto nel quale un essere umano si è perso, disorientato e spaventato”.  (Ver Sacrum).

Il 2018 è l’anno del consolidamento, con nuovi brani che si aggiungono in esibizioni live che aumentano in impatto e intensità, in un tutt’uno “artistico-musicale di indubbio spessore, oltre a un’esperienza e una personalità ben evidenti soprattutto on stage (...) in un background che dalle iniziali sperimentazioni audio-visive si è evoluto in un suono-performance tinto di suggestioni dark-wave…” (Frastuoni).

Oggi La Grazia Obliqua pubblica ‘Canzoni per tramonti e albe - al crepuscolo dell’Occidente’, l’atteso primo album registrato al Ghostrack Studio a Roma e mixato agli Artracks Recording Studios di Atene da George Priniotakis, che proietta in pieno immaginario e temi divenuti marchio di fabbrica del gruppo. “In questo album c’è tutta la nostra energia: è un guardarsi dentro in tutto quello che c’è in noi di bello e sporco. E anche di folle, perché neanche un pazzo avrebbe scelto un titolo così.”

Massimo Bandiera (basso e voce)

Alessandra Trinity Bersiani (tastiere, flauto e voce)

Gianluca Pinelli (chitarra)

Francesco Brigo (tastiere e programmazioni),

Valerio Michetti (batteria)

Alessandro Bellotta (voce e chitarra acustica)


Kaos/Sempre

Genealogy

Oasis

Velvet 1994-2000

Lilith

Friedrich

Heil The Kaos

Verso Aden

Cantare Bellezza

Pasolini