Max Fry, uno dei musicisti più promettenti della scena underground statunitense, ritorna con le nuove canzoni variegate e immediate, che raccontano dei malesseri contemporanei al cospetto di un Sogno Americano che sembra essersi dissolto.
I Lemonheads tornano a Roma dopo vent’anni per dimostrare che il tempo non ha scalfito la loro anima libera. Estrosi e versatili, guidati come sempre dall’imprevedibile Evan Dando, ci regalano un viaggio nel loro mondo musicale che resiste a qualsiasi catalogazione, in una serata di pura energia.
L'Arci Bellezza realizza la terza edizione di ShoeGaza, un evento musicale di beneficenza, finalizzato a volgere l’attenzione alla situazione drammatica a Gaza e a fornire un sostegno sia economico sia morale alla causa palestinese. Sul palco In Her Eye, Leaving Venice, Yumeia & Tre Flip e Klimt 1918. In coda al report, le foto della serata.
Palace For The People è quello che si potrebbe definire il disco della maturità, un filotto di canzoni ricche di idee e prodotte superbamente, che riscrivono con personalità uno dei capitoli più gloriosi della storia del rock.
Emmylou Harris va a caccia di nuovi stimoli e nel 2011 cambia produttore per creare un sound unico, etereo, elegante, ma sempre con il suo indelebile marchio di fabbrica.
Un romanzo che è diventato caso editoriale dell'anno e che nasconde, sotto la superficie, thriller riflessioni profonde sulla speranza, sull'eterna lotta tra bene e male e sul percorso accidentato per diventare adulti.
The Social, sequel di The Social Network (2010), tratta temi importanti e di attualità che meritano una riflessione profonda, ma il film in sé convince solamente a metà.
"September" è l'esempio di quella che potremmo definire una musica giocosa, capace di trasmettere allegria e positività fin dal primo ascolto.
Con To Die As Lovers May, le Venus Grrrls costruiscono un universo crepuscolare in cui amore e rovina convivono, fondendo il goth degli anni Ottanta con la malinconia del grunge e una carica oscura ed emotiva irresistibile, in una delle uscite più affascinanti dell’anno.
Con Who Loves the Sun, i Chat Pile scelgono di non affidarsi soltanto alla brutalità che li ha resi riconoscibili. L’inquietudine resta intatta, ma il suono si fa più aperto, le melodie acquistano spazio e le canzoni seguono percorsi meno prevedibili.
Più di quarant'anni di carriera alle spalle e nessuna intenzione di sentirsi arrivato. Johnny Marr pubblica il nuovo The Age of Everything e arriva al quinto capitolo in studio senza aver mai abbassato l'asticella della qualità.
Con il live al Teatro Filodrammatici di Milano per Pollio si chiude idealmente un anno ricco di eventi e di soddisfazioni. Un tutto esaurito che ha portato in scena i successi solisti e con gli Io?Drama in un'elegante formula acustica cameristica con pianoforte, chitarra e, per alcuni brani, un violoncello.
Brandon Flowers si spoglia dei panni scintillanti da frontman dei The Killers per realizzare un'opera di un candore spietato e un’intimità disarmante, che racconta il suo pellegrinaggio a ritroso verso i confini aridi e struggenti di Nephi, Utah, il crogiolo della sua infanzia, in un affresco country screziato di ruvido Heartland Rock.
C'è chi passa la vita a cercare un posto da chiamare casa e chi, come Stu Larsen, ha imparato a trovarla lungo la strada. Arrivato a Milano a bordo del suo van del 1993 per presentare Solitude, il songwriter australiano ha trasformato l'ARCI Bellezza in un luogo sospeso tra viaggio e appartenenza, offrendo un concerto intimo, essenziale e profondamente umano.
Il ritorno di Brian Fallon in solitaria è un disco di old style rock, che alterna brani grintosi a emozionanti ballate d'amore.
Gli Yard Act si confermano ancora una volta irresistibili dal vivo, e in più stanno portando avanti un'evoluzione stilistica di tutto rispetto, che li sta avviando a diventare uno dei gruppi più interessanti tra quelli usciti nell'ultimo quinquennio dal calderone post punk. A voi il racconto della serata, assieme alle foto di Emanuele Esposito.
Ulteriore centro per una band maiuscola: Dopamine Chamber affina l'identità dei Fontaines D.C. e apre a nuovi orizzonti senza dimenticare del tutto quello che erano prima. Un album che consolida e conferma la statura artistica di una delle rare icone culturali "alternative" di questo nostro tempo effimero, capaci di approdare alle grandi arene senza concedere quasi nulla ai gusti superficiali del grande pubblico.
Don't Believe The Truth è la rinascita e la maturità "democratica" degli Oasis.
Paolo Bardelli, autore e caporedattore di kalporz.com, con il suo nuovo interessante libro, Musica Eterea, ci permette di entrare con maggiore coscienza nel mondo dello streaming e della bulimia sonora. Ne parliamo assieme a lui in una bella chiacchierata, dove potete trovare anche buoni consigli per rapportarsi criticamente e proattivamente all'algoritmo.
Con Il massacro di Fort Apache, John Ford torna a confrontarsi con i miti fondativi del West americano, mettendone però in discussione alcune delle certezze più radicate. Dietro il racconto militare e l'epica della frontiera emerge una riflessione sul potere, sull'orgoglio e sul modo in cui nascono le leggende.
Un vero gioiello, una delle canzoni più belle mai scritte da Stevie Nicks che, tuttavia, non trovò mai spazio su un album se non molti anni dopo la sua composizione.
Live!, dei Pulp, restituisce in pieno la sensazione di una band in grandissima forma, che suona ancora fresca nonostante il mezzo secolo di storia alle spalle.
La nuova creatura di Laurie Vincent accantona il furore hardcore dei Soft Play per dedicarsi a un pop astratto e variegato, dalle melodie cristalline.
Tra Lagos e Londra, nel sesto album il collettivo di Eno Williams si riappropria della produzione e restituisce afrobeat e elettro-funk in versione solare e senza filtri.
A distanza di quarant'anni dai giorni della gloria, gli svedesi Europe cambiano parzialmente pelle, coniugando il loro suono distintivo all'hard rock di matrice settantiana, dando vita a undici canzoni vibranti e coinvolgenti.
Ai Gurriers manca pochissimo per entrare nell'empireo del post-punk contemporaneo. Nobody's Coming To Save You è un disco di qualità indiscutibile, ma dopo singoli così trascinanti era impossibile mantenere lo stesso livello.
Nel loro nuovo album, gli irlandesi Gilla Band trasformano il rumore in una forma di precisione, spingendo la dissonanza verso nuovi territori espressivi. Con Pugnello, il caos diventa metodo e la tensione sonora si intreccia a una scrittura sempre più personale.
Ascolta i podcast di Radio Loudd e divertiti con le nostre trasmissioni a base di buonumore e tanta buona musica. Bastano due click per entrare nel nostro mondo. Enjoy!!!
LEGGIL'Arci Bellezza realizza la terza edizione di ShoeGaza, un evento musicale di beneficenza, finalizzato a volgere l’attenzione alla situazione drammatica a Gaza e a fornire un sostegno sia economico sia morale alla causa palestinese. Sul palco In Her Eye, Leaving Venice, Yumeia & Tre Flip e Klimt 1918. In coda al report, le foto della serata.
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